Vaccini, decisioni slittate a settembre  Senza decreto c’è l’autocertificazione

Vaccini, decisioni slittate a settembre
Senza decreto c’è l’autocertificazione

È caos sui vaccini obbligatori per la frequenza a scuola. Cosa succederà a settembre, al rientro nelle aule, lo si capirà solo nei prossimi giorni.

Senza l’approvazione definitiva, a questo punto molto improbabile, del decreto Milleproroghe, che fa slittare di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e agli asili nido, resterà infatti in vigore la circolare dello scorso luglio in base alla quale i genitori devono presentare l’autocertificazione delle vaccinazioni effettuate dai propri figli.

È ormai quasi certo che il Milleproroghe non sarà approvato alla Camera prima della pausa estiva. Il via libera del Senato è atteso per lunedì 6 agosto; ma le intese sui lavori a Montecitorio escludono, allo stato, il via libera definitivo prima delle vacanze dei parlamentari e in tempo per la riapertura delle scuole. Così, in mancanza di eventuali altri provvedimenti d’urgenza che il governo dovesse decidere di approvare, resterà in vigore la circolare ultima dei ministri della Salute e dell’Istruzione, Giulia Grillo e Marco Bussetti.

Il testo, in deroga transitoria alla legge Lorenzin, prevede appunto che per la frequenza del prossimo anno scolastico 2018-19 basterà l’autocertificazione, ovvero una dichiarazione sostitutiva delle vaccinazioni effettuate, da presentarsi alle scuole. In ogni caso, ha già precisato la ministra Grillo, «la mancata presentazione della documentazione non comporterà la decadenza dell’iscrizione scolastica».

Intanto, le Regioni sono sul piede di guerra contro la prevista proroga dell’obbligo vaccinale e annunciano un ricorso alla Corte costituzionale: «È un passo indietro. Lavoriamo perché non passi in Parlamento, altrimenti siamo pronti a ricorrere alla Consulta, perché la sanità non è una materia esclusiva di competenza dello Stato», afferma Antonio Saitta, coordinatore della commissione Salute della conferenza delle Regioni.


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