Vaccini, restano le autocertificazioni La responsabilità sarà delle famiglie

Vaccini, restano le autocertificazioni
La responsabilità sarà delle famiglie

Il Miur mette la parola fine alla lunga diatriba che ha coinvolto il mondo della scuola e della sanità sul fronte delle autocertificazioni vaccinali.

A pretendere chiarezza erano stati prima i presidi bergamaschi e poi l’associazione genitori, che ha lanciato un appello per chiarire una volta per tutte le indicazioni da dare alle famiglie prima dell’inizio dell’anno scolastico. Ora è arrivata la nota del ministero, che chiarisce che la responsabilità è proprio dei genitori. «Eventuali responsabilità connesse ad autocertificazioni non veritiere ricadono esclusivamente sugli autori delle stesse e non sulla dirigenza scolastica», ha chiarito il Ministero di Viale Trastevere, con un chiaro riferimento all’eventualità di false dichiarazioni rese da genitori irresponsabili. La presa di posizione è emersa al termine di una riunione che ha esaminato vari ambiti, ma che inevitabilmente ha riacceso i riflettori su un tema decisamente caldo, reso addirittura rovente a pochi giorni dalla riapertura delle scuole dell’infanzia.

Soddisfatti i presidi: il presidente dell’Anp Antonello Giannelli saluta con favore la presa di posizione di Bussetti ma conferma il permanere del rischio per i bimbi (0-6 anni) non ancora in regola. E rilancia, auspicando che «si debbano accettare le autocertificazioni solo ed esclusivamente laddove le Asl non siano in grado di rilasciare le certificazioni, circostanza che i genitori dovranno dichiarare sotto la propria responsabilità». La Cisl attraverso Maddalena Gissi avverte la necessità «di un ritorno alla chiarezza e alla serenità». La questione vaccini «è in sé molto delicata - osserva - perché investe diritti fondamentali come l’istruzione e la salute: occorre averne consapevolezza e lavorare responsabilmente per una loro composizione. Guai se a prevalere sono polemiche strumentali e di corto respiro - sottolinea - tutto ciò non favorisce la qualità del dibattito e l’efficacia delle soluzioni, mentre alimenta facilmente divisioni e tensioni che purtroppo si stanno in qualche caso manifestando anche fra le famiglie degli alunni». Più diretto Pino Turi della Uil scuola: “il punto è che non si possono far ricadere sulle scuole le incertezze, le contraddizioni e i rimpalli di responsabilità dei ministeri», afferma, segnalando che in questa fase «le scuole stanno dimostrando una grande capacità di tenuta, ma non si può ogni volta che non si sa da dove cominciare lasciare che si organizzino da sole. La scuola è sede di formazione, integrazione e cultura - spiega - non può essere terreno di scontro politico. E’ funzione dello Stato, non è un servizio, ci sono troppi clienti che vorrebbero essere accontentati». Diverso il punto di vista della Gilda degli Insegnati, che non annovera tra le sue fila esponenti apicali, perché a suo dire «il tema degli obblighi vaccinali non riguarda solo i dirigenti, ma tutto il personale scolastico». Nel frattempo in Puglia molti sindaci hanno emesso delle ordinanze per disporre la mancata ammissione ai nidi e alle materne per i bimbi tra 0 e 6 anni privi di certificazioni. La presa di posizione ha incassato il plauso dell’Ordine dei medici: «l’intervento dei Sindaci pugliesi costituisce una vera novità nel difficile intento di assicurare con le vaccinazioni il diritto alla salute dei cittadini, in particolare di quelli più fragili - ha affermato il presidente Filippo Anelli - e apre una questione nevralgica sinora sottaciuta e talora misconosciuta nella gestione del Servizio sanitario nazionale: la partecipazione democratica delle comunità locali e dei cittadini alla gestione della salute, sia pubblica che individuale».


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