Lunedì 22 Febbraio 2010

Faida sacrilega del Cinquecento
rivissuta con le guide in Città Alta

Una sacrilega faida bergamasca del Cinquecento è stata fatta rivivere domenica pomeriggio per le vie di Bergamo Alta. Sacrilega perché la rivalità tra due nobili famiglie bergamasche, i conti Albani (filoveneziani) e i conti Brembati (filospagnoli), ebbe tragica conclusione con l'omicidio del conte Achille Brembati mentre era in preghiera nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Era il 1° aprile 1563.

Lo storico episodio è stato scelto dall'Associazione guide Agiat in occasione della Giornata internazionale della Guida turistica, celebrata domenica anche a Bergamo. La giornata di sole quasi primaverile ha favorito la rappresentazione, i cui personaggi erano interpretati dagli attori del «Teatro Lavori in corso», lo stesso che nei mesi estivi collabora con l'Agiat e il Gruppo Archeologico Bergamasco per animare il «Tour del mistero», ogni venerdì sera in Città Alta.

«Abbiamo deciso per una visita guidata teatralizzata - commenta Paolo Moschini, presidente Agiat - per coinvolgere maggiormente il pubblico e spettacolarizzare le spiegazioni culturali che pure diamo su monumenti e opere d'arte. Insegnare, insomma, divertendo e trasmettendo emozioni».

Così è stato, perché all'appuntamento a Porta San Giacomo erano presenti più di cinquanta persone che sono via via aumentate avvicinandosi alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Qui, all'interno, la scena madre, quella dell'omicidio. Colpito da due proiettili di pistola sparati da un killer assoldato che veniva da Piacenza, tale Manfredo Landi, il conte Achille Brembati riesce comunque a trascinarsi fuori dalla chiesa e muore nei pressi del battistero.

Le guardie veneziane danno subito l'allarme e vengono chiuse le porte della città, ma l'assassino e i suoi complici si erano già calati con delle funi dalle mura e scappati in aperta campagna. La storia della faida è stata seguita con attenzione e intervallata con spiegazioni di carattere culturale e artistico.

Ha avuto successo anche l'iniziativa organizzata dal «Gruppo Guide turistiche Città di Bergamo», presidente Bruno Pirola. È piaciuta la visita guidata al palazzo della sede centrale della Banca Popolare, l'ex convento di Santa Grata risalente al secolo XIV. Un'occasione unica per ammirare le due sale affrescate da Achille Funi nel 1950, gli affreschi strappati dalla ex chiesa del convento, l'antico chiostro, la quadreria con opere di Antonio Cifrondi, Cesare Tallone, Giacomo Bosis e Trento Longaretti.

Cinque visite guidate al mattino e cinque al pomeriggio: poiché il numero di persone per gruppo era limitato a 25, molti hanno dovuto aspettare il turno successivo o purtroppo rinunciare alla visita. Circa 140 persone hanno risposto all'invito della terza associazione bergamasca di guide turistiche, la neonata «Bergamo Su & Giù», che ha scelto una visita guidata a Borgo Canale e alla chiesa di Santa Grata inter Vites, con la sua sacrestia ricca di opere d'arte, tra cui i celebri «macabri» di Vincenzo Bonomini.

I due gruppi sono stati guidati da Elisabetta Campanini e Matteo Scaccabarozzi. La giornata di sole ha favorito non solo la partecipazione alle visite guidate ma anche il passeggio nella zona centrale di città bassa. L'attrattiva era rappresentata dalle bancarelle lungo tutto il Sentierone e dal mercatino in piazza Dante.
 Roberto Vitali

m.sanfilippo

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