«Il mistero Caravaggio»
Un libro a Chignolo Po

Il Castello di Chignolo Po, storico edificio di proprietà della famiglia Procaccini, sarà teatro di un appuntamento di primissimo piano sabato 24 luglio dalle 18. Lo splendido monumento fiore all'occhiello del Basso Pavese inaugura una stagione di grandi eventi ospitando l'anteprima nazionale del libro «Il mistero Caravaggio» di Silvano Vinceti, Luciano Garofano e Giorgio Gruppioni. Il volume, edito da Rizzoli, coniuga ricerca storica, scienze forensi e moderne tecniche di investigazione scientifica offrendo ai lettori un appassionante viaggio attraverso uno dei gialli più affascinanti della storia dell'arte, nell'ambizioso tentativo di identificare le spoglie del maestro del chiaroscuro.

L'opera è frutto di un' indagine complessa, articolata e affascinante. Le ricerche storico-documentarie, i sopralluoghi realizzati, le testimonianze raccolte, hanno convinto la squadra guidata da Vinceti sulla concreta possibilità di avere individuato il luogo dove il Maestro è attualmente sepolto. In occasione del quattrocentesimo anniversario della morte dell'artista, ecco dunque un libro capace di affrontare l'enigmatica figura del Merisi da tutte le angolature storiche, artistiche, culturali, esistenziali, compresi i risultati della ricerca.

Il prestigioso appuntamento, patrocinato dalla Provincia di Pavia e introdotto dall'Assessore Provinciale al Turismo Renata Crotti, vedrà la presenza dello stesso Silvano Vinceti. L'evento potrà contare su un parterre di invitati di primo piano tra cui spicca il nome del Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla della quale Vinceti è collaboratore. Un'occasione che vuole testimoniare il desiderio di rilancio del Basso Pavese e la sensibilità dell'Amministrazione Provinciale nei confronti di un territorio che ha molto da offrire.

Lo stesso Vinceti, in una recente intervista, ha avuto parole di apprezzamento per le terre lambite dal Grande Fiume: “Da queste parti c'è una forte identità territoriale e di sicuro la qualità della vita è ben diversa da quella che si può trovare in una metropoli. Basti pensare al minor traffico, ai bassi livelli di inquinamento acustico e alla genuinità ancora inalterata di alcuni paesaggi. Per fare il bene di queste zone è sufficiente trovare la giusta formula. Un salto di qualità per il quale servirebbe un sistema a tutto tondo, poliedrico, in grado di amalgamare nel modo migliore domanda ed offerta. Le basi sono quelle solide che tutti conosciamo: importanti offerte enogastronomiche, ricchezze culturali e naturalistiche e salde radici storiche. Insomma, un mosaico cui non manca altro tassello se non quello di una valida offerta integrata che consenta di completare l'opera”.

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