«Imputato, alzatevi»
Il riso è assolto, gli Ogm no

L'accusa, pesantissima, era quella di essere tra i maggiori responsabili del cambiamento sociale, economico e ambientale di molti Paesi in via sviluppo. Alla fine il riso, finito pomeriggio sul banco degli imputati, in un vero e proprio processo celebrato nell'aula della Corte d'Assise del tribunale di Bergamo, è stato assolto, mentre sono stati riconosciuti colpevoli coloro che, attraverso l'indiscriminato impiego di OGM, si dimostrano «interessati - così recita la sentenza - non ad alimentare la popolazione mondiale, ma semplicemente le proprie personali aspirazioni di profitto».

L'iniziativa, organizzata dal Cesvi, in collaborazione con Slow Food, nell'ambito di BergamoScienza, è stata l'occasione per una riflessione sul consumo di riso nel mondo, sulla sostenibilità della sua coltivazione, sull'introduzione di organismi geneticamente modificati e sull'incidenza delle monocolture intensive a discapito della biodiversità.

Ne hanno parlato, tra gli altri, Daniela Rubino di Slow Food ed Ettore Tacchini, presidente dell'Ordine degli avvocati di Bergamo, rispettivamente nei panni dell'accusa e della difesa, ma anche, nel ruolo di testimoni, Cristina Parodi, giornalista e testimonial Cesvi, Gabriele Corti, agricoltore e fondatore della Cascina Caremma e Carlo Marino Cerrato, agronomo ed ex funzionario dell'Istituto Agronomico d'Oltremare.

Il riso sfama ogni giorno due miliardi e mezzo di persone solo in Asia; la domanda continua a crescere, eppure la produzione cala e i prezzi continuano ad aumentare. Da qui la necessità di parlarne, attraverso la collaudata formula del processo, che già era stata utilizzata per il cacao, il vino e la carta.

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