Mercoledì 28 Settembre 2011

Un minuto con Dante Alighieri
I bassorilievi di marmo candido

I BASSORILIEVI DI MARMO CANDIDO E ADDORNO

10. 28 Là sù non eran mossi i piè nostri anco,
10. 29 quand'io conobbi quella ripa intorno
10. 30 che dritto di salita aveva manco,

10. 31 esser di marmo candido e addorno
10. 32 d'intagli sì, che non pur Policleto,
10. 33 ma la natura lì avrebbe scorno.


Una volta entrato nel Purgatorio vero e proprio, Dante affronta uno stretto passaggio nella roccia che lo porta alla prima cornice, quella dei superbi. Raggiunto un pianoro, che misura circa tre volte la statura di un corpo umano, Dante nota sulla parete della montagna dei bassorilievi scolpiti nel marmo. L'artista è Dio stesso che supera in maestria la natura e i migliori scultori dell'antichità.

Dio ha voluto raffigurare nel marmo esempi di umiltà, la virtù opposta al vizio di cui si purificano le anime di questa cornice, per rendere visibile tre esempi da imitare: il primo è quello di Maria, che accoglie l'annuncio dell'angelo rendendo possibile l'incarnazione del Salvatore; il secondo è quello del re Davide che danza con le vesti sollevate intorno all'arca dell'alleanza, sotto lo sguardo di disapprovazione della moglie Micol che osserva la scena da una finestra del palazzo; il terzo esempio è quello dell'imperatore Traiano che, su richiesta di una povera vedova, ritarda la partenza per farle giustizia.

I superbi, che incontreremo tra poco, non solo devono espiare la loro tendenza peccaminosa chini sotto il peso di enormi massi, ma devono anche osservare lungo il margine della cornice questi splendidi esempi di umiltà, virtù opposta al lor vizio.

Enzo Noris

a.ceresoli

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