Giovedì 07 Giugno 2012

Ila Kim al Festival Pianistico
in un concerto «manifesto»

Un concerto manifesto. Sì, quello della Brescia Orchestra è stato soprattutto un modello di proposta concertistica tipico della direzione artistica di Pier Carlo Orizio.

Di fronte a un bel pubblico, la serata proponeva la forte attrattiva della Sinfonia n.4 di Brahms, affiancata da una chicca musicale, pressoché unica. Per la prima volta, forse dalla sua composizione, nel 1902, il Teatro Donizetti ha accolto tra le sue mura il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra di Respighi, affidato alle mani perite ed energiche di Ilia Kim. Respighi è un grande musicista del '900 italiano, a lungo messo all'angolo dalle avanguardie intellettuali perché, in sostanza poco sperimentale, troppo poco (e anche perché non ostile al regime fascista).

Il concerto in effetti spiega molto bene le varie ascendenze del maestro bolognese, il fascino esercitato – ma anche la dottrina assimilata – del grande sinfonismo russo, ancora innervato di spirito romantico. E il concerto ci ha anche raccontato di un indubbio ascendente lisztiano, di quello che del pianoforte fa uno spettacolo e un'esperienza epico sentimentale. Nel suo concerto si trova questo e anche un certo decorativismo, per cui la definizione di «liberty» ci può stare.

Alla fine però, pur non contribuendo con qualcosa di chiaramente originale e personale, si apprezza la mano sapiente di chi miscela con misura oculata creando una una forza d'impatto buona anche oggi. All'«esperimento» Respighi faceva da contraltare la Quarta di Brahms, in cui la Brescia Orchestra ed il conduttore Ezio Rojatti hanno messo in mostra luci e anche qualche ombra soprattutto nell'equilibrio tra le sezioni, guidata con piglio energico ma anche a volte generico.

B. Z.

a.ceresoli

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