Mercoledì 08 Gennaio 2003

Calisto Gritti in mostra con i suoi «Trittici»

E’ così che nella mostra aperta fino al 25 gennaio allo Spazio Olim di via Pignolo 9/B sono presentati al pubblico i «Trittici», l’ultimo approdo della sperimentazione calcografica dell’artista bergamasco, vincitore tra l’altro lo scorso dicembre, a Pusiano, del primo premio di grafica al II° Concorso Internazionale «Omaggio a Segantini».

All’interno di quella che per Gritti è la forma di un’«icona»( ma che potrebbe altrettanto essere interpretata come una casa, uno scrigno, una freccia che suggerisce dimensioni «altre», una porta d’accesso) Gritti racchiude e anima l’essenza di mondi diversi e paralleli, ciascuno evocato (e mai descritto) in un piccolo e affollato inventario: ora sono microcosmi naturali affollati di insetti, foglie, bizzarri animali e organismi fantastici, ora si aprono spazi puramente emotivi caratterizzati dal libero organizzarsi delle forme in frammenti più o meno decifrabili o in geometrie e architetture oniriche.

Al centro di queste tensioni fisiche, naturali e inconsce, ciascuna autonoma nella cornice del Trittico ma in realtà collegata formalmente all’altra, è un insieme caotico di numeri e lettere che evoca la figura umana, ormai ridotta a fantasma di se stessa in attesa di ricomporre dentro di sé la vitalità di tutti i suoi mondi esterni e interiori. Astratto e figurativo, ironia e inquietudine convivono dunque nelle "visioni" di Gritti nate da una padronanza del mestiere che sottomette la tecnica alle necessità espressive del momento: dall’acquaforte all’acquatinta, dal bianco e nero al colore, dall’intensità emotiva dei grovigli di segni scuri alla luce sprigionata dal foglio bianco.

(08/01/2003)

f.tinaglia

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