«Io ero, sono, sarò», dopo la malattia Storie di donne che non si arrendono

«Io ero, sono, sarò», dopo la malattia
Storie di donne che non si arrendono

«Io ero, sono e sarò» è un progetto fotografico nato da un’idea di Coop Lombardia e realizzato dalla fotogiornalista Silvia Amodio, con lo scopo di attirare l’attenzione sulla diffusione del tumore al seno.

La mostra, che è stata inaugurata il 19 maggio nella sala Panoramica del Castello Sforzesco (fino al 19 giugno), è composta da 50 fotografie e accompagnata da un catalogo che conterrà tutti gli scatti realizzati, corredati dalle rispettive storie e da una serie di interventi scientifici e istituzionali.

«Io ero, sono, sarò»: prima, durante e dopo la malattia. Misurarsi con il dolore non è facile, ma è stato proprio attraverso il confronto con le donne che il progetto ha preso forma strada facendo. Chi ha deciso di partecipare al progetto lo ha fatto per celebrare la vita. E di questo parliamo: della vita.

Silvia Amodio
Giornalista, fotografa e documentarista ha operato scelte espressive che coniugano etica ed estetica per affrontare temi complessi come la diffusione dell’Aids in Sudafrica, la pedofilia clericale, i bambini lavoratori in Perù, l’albinismo e la malnutrizione in Burkina Faso. Nel mondo della fotografia d’autore si è affermata esponendo i suoi lavori in gallerie e spazi istituzionali in Italia, Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Olanda. Ha pubblicato diversi libri (tra i più recenti, “HumanDog Alimenta l’Amore, 2016) e vari cortometraggi (tra cui “Deo Gratias”, 2014) E’ inserita nel libro e nell’omonimo video “Parlando con voi, incontri con fotografe italiane” e ne “I 100 e 1 volti della fotografia italiana” di Hermes Mereghetti.

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