Pooh al Creberg, bis senza fine
Stasera replica, ci sono biglietti

La domanda è retorica: chi fermerà la musica? Nessuno, neanche i Pooh riusciranno a farlo. Se promettono di ritirarsi è per tornare, a breve, con un altro disco, per festeggiare cinquant’anni di gloria pop. E nei due anni di sosta, di qui al 2016, chissà ancora quanta musica.

La domanda è retorica: chi fermerà la musica? Nessuno, neanche i Pooh riusciranno a farlo. Se promettono di ritirarsi è per tornare, a breve, con un altro disco, per festeggiare cinquant’anni di gloria pop.

E nei due anni di sosta, di qui al 2016, chissà quanta musica faranno passare sotto i loro ponti. Roby, Red e Dodi sono così: una macchina da guerra. Ora si godono il successo del «Pooh Box» e chiamano gente sotto il palco di «Opera Seconda» finale del tour orchestrale con il muro del suono che accompagna un pugno di canzoni scelte ad hoc.

Quindici canzoni divise in due tempi, più i bis a non finire, quasi un altro concerto, con i classici inevitabili: da «Infiniti noi» a «Tanta voglia di lei», da «Pensiero» a «Piccola Katy».

Stasera, sabato 9 novembre, si replica al Creberg Teatro (disponibili ancora duecento biglietti). Venerdì sera solito successo: gente seduta per un po’, tutti a cantare, e quando l’ambiente si riscalda tutti in piedi appassionatamente, perché il concerto dei Pooh a un certo punto diventa happening, nonostante il rigore evocato dall’Ensemble Symphony Orchestra diretta dal maestro Giacomo Loprieno. In scena anche Danilo Ballo, l’arrangiatore, e Phil Mer il batterista che siede sul trono lasciato vacante da Stefano D’Orazio.

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