Sanremo: Bertè, Irama, Il Volo e Renga
Ecco le prime classifiche del festival

Meritano una menzione il lungo applauso per Il Volo, la grinta di Loredana Berté, l’esibizione di grande impatto di Daniele Silvestri, la forza garbata di Simone Cristicchi. Vota il nostro sondaggio. Ascolti in calo.

L’emozione per Andrea Bocelli, 25 anni dopo quel «Mare calmo della sera» che lo lanciò verso il successo mondiale, sul palco dell’Ariston con il figlio Matteo. Lo show di Virginia Raffaele e Pierfrancesco Favino sul medley dei musical dell’anno. Il monologo di Claudio Bisio su Baglioni «il sovversivo» che nel ’74 cantava «passerotto non andare via» ma alludeva ai migranti: e così gli spunti polemici - che dovevano restar fuori dal festival «non politico» nell’epoca del governo gialloverde - rifanno capolino sotto mentite spoglie.

Con un serata monstre da maratoneti della tv - e qualche problema di audio, sul palco e a casa, e la protesta rimbalza subito su Twitter - parte il Baglioni bis. «Voglio andar via», canta il dittatore artistico presentandosi sul trampolino con i «copiloti» Virginia Raffaele e Claudio Bisio (un’allusione a Sanremo e al suo futuro?). Poi spiega la filosofia del suo secondo festival, ispirato all’armonia, che «non è una condizione di partenza, ma di arrivo, a volte difficile, è un traguardo, un percorso che consiste nel collegare elementi e significati diversi lontani, opposti, come nel simbolo yin e yang».

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La prima standing ovation della serata è per Bocelli, che al piano ripropone Il mare calmo della sera in duetto con Baglioni, Poi passa al figlio Matteo il chiodo in pelle nera simile a quello di 25 anni fa: «Non è un passaggio di testimone, ma un augurio». L’Ariston è tutto per lui, l’ovazione social è per Matteo. Tutti in piedi anche per l’omaggio a Fabrizio Frizzi, che avrebbe compiuto 61 anni. La liturgia del festival sembra ingessare un po’ il talento di Raffaele - elegantissima in nero lungo con spacco bianco, poi in total black e spacco profondo - e Bisio. Ma poi l’attore si scioglie nel monologo su Baglioni, «da sempre un sobillatore, un anarchico, un rivoluzionario!». «Nel 1974 cantava “passerotto non andare via”, ma era una posizione chiarissima, era un’esortazione agli immigrati: restate qui. E quello che è più grave è che lo ha scritto trent’anni prima che arrivassero, li ha sobillati».

Poi l’appello al «mondo Rai»: «Quest’uomo ha un grande cuore, una grande testa oltre che una grande voce, se vi fidate di lui, di noi, lavoreremo benissimo». Virginia balla e canta nei panni di Mary Poppins, sfidando Pierfrancesco Favino travestito dal Freddie Mercury di Bohemian Rhapsody («ma cò ’sto giubbotto giallo mi sembri Gabbani», lo apostrofa lei) sulle note dei musical dell’anno. Consueta esibizione da fuoriclasse per Giorgia, in un medley dei suoi successi che celebra la sua grande voce e culmina nel duetto con Baglioni in Come saprei.

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Fra le prime papere, qualche «incidente («La mia costumista ha lavorato coi Casamonica», scherza Bisio citando i social che ironizzano sui ricami lurex, e Virginia si lascia scappare un «salutiamo i Casamonica» accorgendosi subito dopo della gaffe e chiedendo scusa) e gag (come il trio dei conduttori in versione famiglia Addams o Nella vecchia fattoria versione vegana) sul palco sfilano i 24 big.

Meritano una menzione il lungo applauso per Il Volo («prendetevelo tutto», dice Bisio), la grinta di Loredana Berté che in quanto a voce e minigonna resta se stessa, l’esibizione di grande impatto di Daniele Silvestri con Rancore, l’eleganza di Paola Turci, la maturità di Arisa, la forza garbata di Simone Cristicchi. Sanremo debutta dopo aver messo in cassa il record assoluto della raccolta pubblicitaria, 31,1 milioni di euro.

Questa la classifica provvisoria della prima serata del festival di Sanremo.

AREA BLU: PRIME POSIZIONI: Ultimo, Loredana Bertè, Silvestri, Irama, Renga, Il Volo, Nek.

AREA GIALLA: POSIZIONI INTERMEDIE Nigiotti, Federica e Shade Boomdabash, Negrita, Paola Turci, Simone Cristicchi, Anna Tatangelo, Patty Pravo e Briga, Arisa

AREA ROSSA: POSIZIONI BASSE: Mahmood, Achille Lauro, Nino D’Angelo e Livio Cori, Einar, Ghemon, Motta, Ex-Otago The Zen Circus.

Esordio in calo per il Baglioni bis. La prima serata del festival di Sanremo è stata vista da 10.086.000 di spettatori con il 49,5% di share. Un milione e seicentomila in meno del 2018 che ebbe il traino della performance di Fiorello. La prima parte della serata (dalle 21.16 alle 23.56) ha avuto 12 milioni 282 mila spettatori pari al 49.4%; la seconda (dalle 00.01 all’1.14) ha fatto segnare 5 milioni 120 mila con il 50.1%. Lo scorso anno la media della prima serata della kermesse era stata di 11.603.000 telespettatori e del 52,1% di share con una prima parte della serata vista da 13 milioni 776 mila con il 51.4% e la seconda parte da 6 milioni 619 mila con il 55.3%. Gli ascolti di ieri sono analoghi a quelli dell’esordio del Carlo Conti bis del 2016, quando la media della prima serata del festival fu di 11.134.000 telespettatori con il 49,48% di share.

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