Vinile, che passione: a Bergamo
torna la Mostra-mercato del disco

Andrea Benigni

Dopo sei anni torna a Bergamo la Mostra-mercato del disco e del cd. L’appuntamento è all’hotel Cristallo Palace (in via Ambiveri, 35: l’area è servita da un ampio parcheggio) domenica 1 giugno (ingresso libero e orario continuato dalle 10 alle 19).

Andrea Benigni

Dopo sei anni torna a Bergamo la Mostra-mercato del disco e del cd. L’appuntamento è all’hotel Cristallo Palace (in via Ambiveri, 35: l’area è servita da un ampio parcheggio) domenica 1 giugno (ingresso libero e orario continuato dalle 10 alle 19). Una trentina gli espositori, da tutta la Lombardia.

Non sono numeri da grande fiera ma in regia si muovono organizzatori competenti come Felice Zanardi - già promotore di eventi simili in passato ed esperto di musica e delle tendenze generazionali di chi l’ascolta con un’attenzione puntuale all’evoluzione del mercato (il suo negozio Hi Fi Studio, proprio accanto al Cristallo Palace, è un biglietto da visita che conosce bene chi apprezza gli impianti di livello superiore) - e Fulvio Beretta, collezionista di Entratico, enciclopedia vivente e cofondatore di Vinilmania, l’ormai storica esposizione milanese di statura internazionale. Con loro Guido Giazzi, il direttore di Vinilmania e del mensile Buscadero.

Un trio di gente che ne sa. E che riaccendendo le luci della mostra bergamasca vuole tastare il terreno per capire se è stato un azzardo del cuore riprovarci o se il campo è ancora fertile per riproporsi l’anno prossimo in grande stile. «Sì, questo è un banco di prova - spiega Beretta -. Se funziona e il pubblico risponde numeroso, convinciamo gli scettici e la prossima edizione sarà più ricca e articolata», contando magari su eventi collaterali come accade nelle fiere importanti. «Non puntiamo a conquistare i visitatori abituali, appassionati e collezionisti che rappresentano già una certezza - aggiunge Zanardi - ma a richiamare tra gli stand nuovi curiosi».

Gli argomenti non mancano, se ti piace ascoltare musica. E tutti ascoltano musica. Sui banchi della mostra i protagonisti saranno, dagli anni Cinquanta in poi, i vinili rari (Zanardi e Beretta buttano lì qualche titolo, giusto per dare l’idea: da «Amused to death» di Roger Waters, 1992, la cui prima stampa della Columbia è valutata fino a 990 euro, al più remoto «I ragazzi del sole», 1964 Jolly Records, dell’omonima band, oltre duemila euro, il più prezioso del beat italiano), accanto ai cd, a libri e riviste, poster, spartiti, memorabilia, impianti stereo (compresi i convertitori che consentono l’ascolto in alta fedeltà dei suoni di qualità catturati in rete, una rivoluzione per chi, soprattutto giovani, scarica da internet e non si accontenta più del livello inferiore del formato Mp3), accessori e persino la macchina lava-vinili, simpaticamente soprannominata la lavatrice dei dischi. Dai, non sarà una domenica come tutte le altre.

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