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L’hip hop a Bergamo è vivo e vi proponiamo 10 pezzi per saperne di più

Guida. Quella del nostro territorio è una vera e propria rete carica di sinergie e progetti interessanti che seguono gli ultimi trend del genere

Lettura 4 min.

Esiste una scena hip hop bergamasca? Sì, e il termine scena – troppo spesso abusato – in questo caso calza a pennello. Sono infatti molte le realtà del territorio che formano un habitat dove il genere hip hop si sviluppa in modo fecondo. Artisti, crew e collettivi come BG’s Team, Spin That Shit Click e Sabotage; locali e location come l’Ardens e Piazza Dante, l’Ink Club e il Pacì Paciana; senza contare rassegne come il Bergamo Flow Competition: sono i lacci di una rete oliata, capace di spingere i suoi prodotti sfruttando sinergie invidiabili.

La “doppia h” orobica gode insomma di ottima salute, e noi di Eppen abbiamo scelto dieci video per tracciare una mappa il più possibile esaustiva dell’hip hop made in Bergamo. Il tutto vuole formare una mini-guida per chi abitualmente segue il tandem mic e turntable della nostra provincia e per chi non si è mai avvicinato al genere e si chiede da dove poter cominciare.

In questo elenco troverete un po’ di tutto: da nomi storici a promettenti emergenti ancora sconosciuti ai più, dall’old school più primigenia alla trap più gangsta, da fascinazioni di stampo più UK grime a riprese di suggestioni emo debitrici di Lil Peep, XXXTentacion e compagnia defunta. Buon viaggio.

Tizle - “Cuore Arancione”

Classe 1987 da Brembate Sopra, “Cuore Arancione” è il nuovo singolo di Tizle prodotto da Mate Koss. Campionamento dal film cult sullo street basket di Los Angeles “White Men Can’t Jump”, base boom bap come ai vecchi tempi e flow arrogante il giusto, tra una citazione al Neffa che fu (“Cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda”) e un dissing alla famiglia Morandi, oltre a qualche concessione a inglesismi mai fuori posto. Mister come Popovich.

Willy Valanga - “Tutti MC’s”

Attivo dal 1994 e fondatore del collettivo BG’s Team nel 2004, Willy Valanga è uno dei nomi storici dell’hip hop bergamasco. “Tutti MC’s”, condivisa nell’ottobre 2018, è un ironico divertissement di meta-dissing, con una base sincopata ricca di incalzanti scampoli sinfonici e un flow bradicardico ma mai noioso, pieno di trovate divertenti e accompagnato da un video demenziale con annesso un apprezzabile showcase di divise NBA Hardwood Classic.

Giovo Dust - “Chi l’Ha Visto”

Giovo Dust, una delle menti dietro alle jam di piazza Dante, sta portando avanti uno dei progetti più interessanti di tutta Bergamo. “Noi che facciamo la trap, ma con l’animo punk rock”, e infatti il caleidoscopico intingolo frulla influenze tra le più disparate: c’è l’emo di inizio anni ’00 e la sua recente ripresa in ambito Soundcloud rap, ma filtrata da una grana vintage tutta vaporwave a base di Roland 808 ed estetica 80’s in VHS.

Raro - “Chianti”

Classe 1999 da Seriate, uno dei pesi massimi nostrani in extrabeat. “Chianti” è un esaltante esercizio di stile con mitragliate di barre su un beat minimal a base di sole drum machine e quattro gelide note di synth. Consigliato agli amanti dei virtuosismi targati Eminem o Logic.

U-Max - “Alcolisti Anonimi”

U-Max ha licenziato un mixtape (“X il Sociale”) che si candida seriamente a figurare tra le migliori uscite dell’anno in tutto il panorama hip hop italiano, e sicuramente può ambire al ruolo di manifesto del rap bergamasco tutto. Tanti feat e tanti flow diversi, da boom bap più tradizionali (la titletrack, con assolo di scratch in corsa) a singoli più radiofonicamente spendibili (“A Mio Modo”). “Alcolisti Anonimi” è una posse track con feat. di T-Shake, KG Pelliz One e Sboom, che sciorinano strofe incendiarie ed etilicamente compromesse su uno scheletro di catarroso crossover.

KG Pelliz One - “Dormo sul Divano”

Un altro dei nomi storici delle jam di Piazza Dante, KG Pelliz One è senza dubbio uno dei volti potenzialmente esportabili del rap made in BG, a livello nazionale ma non solo. Tra tutti, è quello con le influenze britanniche più marcate – e infatti attualmente risiede a Manchester – ma senza suonare derivativo: la grime delle giovani promesse UK (da Abra Cadabra a Elf Kid, da AJ Tracey a Dave passando per Novelist) rimane un riferimento costante ma laterale. “Dormo sul Divano” è una hit con produzione di Trap Magx che si barcamena tra un beat à la Future – o A$AP Rocky – con i flauti surgelati che fanno tanto tendenza ultimamente e un flow molto personale. Da non perdere anche la trap banger “Maratona” e il riduzionismo a base pianistica di “Orfei” e “Stabile”.

Doppia K - “Salvami”

Un altro pezzo storico dell’hip hop di Bergamo, attivo dagli anni ’90 e comparso anche su “Tutti per Uno” di Dj Enzo insieme a J-Ax, La Famiglia, Guè Pequeno, Don Joe e Dargen D’Amico. Estetica molto dimessa e diametralmente opposta agli eccessi gangsta tutti catenone e compagnia, chitarre elettriche campionate e ritornello cantato da Klaudya2k,

“Salvami” è il singolo di traino del suo esordio solista “Era dell’Acquario”. Nella scaletta del disco segnaliamo anche l’electro di “Cellule” con la partecipazione di Joe Cagliostro – uno dei fondamentali e storici beatmaker orobici – e l’iconica “Dal Volt al Bàs” con featuring del Bepi.

Eleven - “Pezzi”

Un mixtape (“Salita Mixtape”) e una manciata di singoli, per uno dei personaggi più sfuggenti ma più interessanti di questa rassegna: Eleven è un rapper affilato, scarno ma pregno, con una voce inconfondibile e tante cose da dire. Si appoggia su beat gelidi e asciutti, tra puntinismi post-trance e ritmiche di matrice trap, qualche velo di autotune – soprattutto nei ritornelli – e incastri mai scontati. I pezzi sono sempre brevissimi (spesso sotto i due minuti di durata) e abbondano le suggestioni calcistiche (da “Platinì” all’ultimo singolo “Ilicic Freestyle”). Il retrogusto generale è molto anglosassone e viene subito in mente “Thiago Silva” dei due Golden boy della scena grime britannica Dave e AJ Tracey. Un rimando sì impegnativo ma decisamente immediato. Da tenere d’occhio.

Mboss & Mr. Tao - “ZINGO GVNG”

Zingonia come Atlanta? Il ponte è sicuramente un po’ ardito, ma l’immaginario gangsta costruito dalla “Zingo Gang” funziona innegabilmente. Palazzoni e Kalashnikov, panette e passamontagna, vita di strada e sbrag(g)ate parossistiche che danno al tutto un sapore vagamente à la Dark Polo Gang, ma più “vero” e meno costruito a tavolino (e non è mancato il dissing verso i colleghi romani). L’approccio è “Non guardiamo Gomorra perché la viviamo”, su opulente basi trap grondanti un grasso tutto southern e crunk. Il talento più fulgido del giro è senza dubbio Mboss, costantemente sottotono nei pezzi della crew ma mattatore assoluto da solista. Timbro particolarissimo e collaborazioni già importanti (Vacca, Jamil e Laioung): sentire la cupissima “Bullshit” per credere.

Fede Rich Goat - “Scusa le Skillz”

Fede Rich Goat firma una banger praticamente perfetta: beat del più canonico boom bap e senza troppi fronzoli, ritornello killer e un flow personalissimo che riesce a spaziare da influenze più giamaicane (si percepisce di sfondo una vaga eco di patois) a extrabeat sulla scia di Kyodo o del Millelemmi più tecnico.