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Dalle Alpi alla Val Seriana, La Santusa e la cultura della transumanza

Articolo. Il 21 e 22 settembre pecore e vacche invaderanno il centro di Castione della Presolana. In programma anche convegni, vendita di prodotti tipici e laboratori

Una tradizione dalle origini antichissime, strettamente legata ai ritmi stagionali e che porta con sé tutta la poesia di un lavoro paziente, cadenzato e irrimediabilmente duro. La Santusa altri non è che un termine usato per sintetizzare la transumanza, ovvero la migrazione delle greggi e del bestiame dai pascoli di pianura fino a quelli delle regioni montuose in primavera e il viaggio a ritroso dai monti alla pianura a fine estate. È anche il nome della manifestazione indetta da VisitPresolana con la collaborazione del Comune di Castione della Presolana che accoglierà il ritorno di mandrie e greggi il fine settimana del 21 e 22 settembre.

Dopo un’intera stagione passata attraversando pascoli, tra alpeggi, sentieri e pendii, i pastori sono ormai pronti a fare ritorno a quote più basse, accompagnando il loro passaggio con il festoso rumoreggiare dei campanacci di vacche e pecorelle. Un autentico preludio alla festa vera e propria, un’annunciazione alpina che non manca di scuotere il centro del paese.
Il recupero della tradizionale festa de La Santusa è dunque una chiara manifestazione di come certe usanze siano di per sé universali in ogni periodo storico. Oggi come in passato, l’evento diventa un momento in cui gli abitanti manifestano la propria gratitudine verso ovini e bovini dai quali ricavare latte e carne per produrre formaggi e cibo per l’inverno. Un ultimo periodo di abbondanza, prima di affrontare l’arrivo della stagione fredda.

La Santusa e la cultura della transumanza

Insieme ad Alessandra Motta, presidente di VisitPresolana, abbiamo passato in rassegna il programma di questa due giorni, che sarà preceduta nella serata di venerdì 20 settembre dal convegno “Storie di Transumanza”, presso la sala consigliare del Comune.

Mostra fotografica, conferenze e proiezioni: la serata di apertura
Come abbiamo anticipato, La Santusa sarà inaugurata dal convegno in programma per venerdì sera alle 20.45, durante il quale “verranno raccontati aneddoti e storie legati alla vita in paese nel corso del Novecento, recuperati attraverso la ricca documentazione degli archivi locali”. Al tavolo, i membri dell’Associazione Amici della Presolana, che durante il convegno intitolato “Storie di Transumanza” tratteranno due differenti tematiche.
La prima, a cura della relatrice Maria Vezzoli è dedicata al tema della rappresentazione dei mandriani, pastori e transumanze negli Ex Voto. Un argomento di particolare interesse per capire lo spirito di questa tradizione, considerato che “quello dell’allevatore e del pastore erano lavori molto duri e particolarmente esposti al pericolo, con maggiori livelli di rischio rispetto a quelli della popolazione più abbiente”.
Insieme a lei, anche la scrittrice e giornalista Anna Carissoni, che tratterà invece dei pastori di oggi, intervallando le sue parole con le immagini del documentario dei registi Michela Barzanò, Emanuele Cucca e Cristina Meneguzzo e intitolato “Fuori dal gregge”.
In concomitanza, anche l’apertura di una mostra fotografica che illustrerà la vita contadina di un tempo. Un racconto visivo attraverso gli anni in cui la vita locale era divisa tra il lavoro nei boschi e l’allevamento.

La Santusa e la cultura della transumanza

Allevatori e produttori
Protagonisti di sabato e domenica non potrebbero che essere i bovini, ovini e caprini, con passaggio di mandrie e greggi previsto tra le 11 e le 12 nel centro del paese.
Nel nostro territorio l’allevamento è un’attività profondamente radicata. Basti pensare che gli abitanti di Bratto – una delle frazioni di Castione – venivano soprannominati “pegher”, termine dialettale che significa appunto “pecora””. Un’attività pastorizia regolamentata dalla Comunità Montana che “ogni anno mette al bando appezzamenti di terreno per il ricovero degli animali. Questo comporta lo spostamento di molti animali: in particolare le pecore arrivano a numeri altissimi nella nostra area e molte volte si contano due o tremila capi per ogni gregge ”.
Insieme ai pastori saranno inoltre presenti moltissimi produttori dal territorio e dalle valli confinanti, con funghi, grappe, liquori, prodotti da forno, vino, marmellate, confetture, miele, tartufo, latte d’asina e mais spinato di Gandino. Non potrebbero poi mancare le carni e in particolare i formaggi di vacca e capra, vero e proprio vanto del nostro territorio, considerato che “la provincia di Bergamo è una delle aree italiane più fiorenti nell’ambito della produzione di formaggi e casearia”.
Infine, per allietare gli stomaci, alle 11.45 di sabato apriranno le cucine. In menù: polenta, cotechino, patate e stracchino, mentre la sera il piatto forte sarà la gallina bollita.

Rievocazioni storiche
Fra i protagonisti anche la compagnia del Fil de Fer di Piario, famosa per il suo teatro dialettale.
Gli attori condurranno gli spettatori nello spirito storico della vita contadina nei primi del Novecento, con uno spaccato particolarmente fedele: “hanno mantenuto una tradizione antica che metteranno in mostra con una rappresentazione all’interno della corte di casa Bonghi, nonché una delle abitazioni più antiche del paese”. Questo anche grazie al contributo della Casa Museo di Piario da loro gestita, all’interno della quale “sono conservati oggetti e abiti antichi che in alcuni casi risalgono addirittura al Settecento”.
Nel corso della giornata sarà inoltre presente una carrozza che riproduce quelle tipiche della nobiltà a cavallo tra Ottocento e Novecento, che passerà per il paese tra le 15 e le 22 di sabato.

La Santusa e la cultura della transumanza

Fattoria didattica e laboratori
Animali d’allevamento, sì, ma pure da cortile. Ci sarà infatti un’apposita area dedicata alla fattoria didattica: “L’idea è permettere ai ragazzi e bambini delle scuole locali di partecipare ad attività e laboratori, oltre ad avere la possibilità di ammirare da vicino galline, oche, conigli e tutti gli animali da cortile, distribuiti in appositi recinti all’interno del paese ”.
Un’iniziativa al quale hanno già aderito diversi istituti locali: “molte classi delle scuole elementari e medie prenderanno parte alle nostre proposte, con turni di visita all’area della fattoria durante la mattinata di sabato”.
Sabato ci sarà inoltre la possibilità di partecipare a diversi laboratori dedicati ai lavori artigianali e produttivi locali, con dimostrazioni di tosatori delle pecore, maniscalchi e cercatori di tartufi con i i Tartufai locali, presso il parco degli Alpini. Infine, i più piccoli potranno produrre un formaggio con le proprie mani durante il laboratorio di domenica dalle 16 alle 17.30.

La due giorni de La Santusa riporta al centro dell’attenzione la cultura contadina e della transumanza, e racconta di un mondo che resiste e si evolve portando nel domani tradizioni e sapori antichissimi

https://www.visitpresolana.it/

(contenuto promozionale)