A fine mese Vienna più vicina Da Orio si vola con Laudamotion

A fine mese Vienna più vicina
Da Orio si vola con Laudamotion

Sarà la destinazione numero 135 per l’aeroporto di Orio. Debutterà domenica 28 ottobre dal Caravaggio la nuova tratta Bergamo-Vienna, un collegamento giornaliero, con partenza da Orio la mattina o la sera (a seconda dei giorni), effettuato dalla giovane compagnia aerea austriaca Laudamotion.

Si tratta del primo volo diretto tra le due città. La compagnia aerea, controllata da Ryanair (che ne detiene il 75% delle quote) ha basi a Vienna e in altre 7 città tedesche e raggiunge già una quarantina di destinazioni in 9 Paesi. Quest’anno Laudamotion trasporterà circa 3 milioni di passeggeri che, nei piani dell’azienda, dovrebbero diventare 5 milioni nel 2019 e 6,2 milioni nel 2020, grazie a un rapido incremento della flotta e del personale di bordo, per cui solo l’anno prossimo sono previste 300 assunzioni, tra piloti (100) e assistenti di volo (200).

L’attesa è di 2.500 passeggeri a settimana: i voli partiranno da Bergamo il lunedì alle 8,20, il martedì alle 9,15, il mercoledì, il giovedì, il venerdì e la domenica alle 20,55 e il sabato alle 8,50. «Il volo diretto a Vienna aggiunge alla rete di destinazione dello scalo di Orio una delle destinazioni più prestigiose d’Europa», ha detto il direttore generale di Sacbo, Emilio Bellingardi, che ha anche sottolineato come il Caravaggio sia tra i primi scali ad ospitare un volo della compagnia austriaca.

E mentre Sacbo si prepara a realizzare i lavori di ampliamento, il cui inizio è previsto nei primissimi mesi del 2019, uno sguardo è rivolto anche alla temporanea chiusura di Linate. Lo scalo milanese sarà inagibile per tre mesi da fine luglio: ufficialmente tutti i voli in partenza e in arrivo dal Forlanini saranno dirottati a Malpensa, l’altro scalo di Sea, ma non è escluso che qualche compagnia aerea possa scegliere di servirsi anche di Orio. Per ora solo un’ipotesi, ma le porte dello scalo orobico sono aperte. Decisioni definitive entro fine anno o, al più tardi, all’inizio del 2019.


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