Come non uccidere
le tue piante

C’è sempre chi coltiva sul terrazzo senza sforzo apparente rigogliosi gerani parigini, ortensie e azalee, incantando i vicini. I «pollici verdi», però, soprattutto nelle aree metropolitane, sono molto più rari dei «pollici neri», quelli capaci di uccidere perfino le piante più resistenti. In libreria c’è un ricco filone di manuali di giardinaggio dedicati proprio ai «serial killer» del mondo vegetale. Caso molto curioso, ne abbiamo individuati due, entrambi appena usciti, con un titolo identico, molto esplicito: «Come non uccidere le tue piante».

Il primo è di Nik Southern (Corbaccio), una simpatica fiorista londinese che sceglie un approccio semplice. Nel suo testo inserisce consigli, esempi pratici e illustrazioni per imparare i «fondamentali»: dove posizionare i vasi, quanto e come innaffiarli, quali specie scegliere a seconda dell’esposizione e della temperatura dei locali dove saranno collocate. Il secondo è invece di Veronica Peerless (Bur), esperta di giardinaggio, scrittrice e consulente editoriale su temi di orticoltura. Nel suo libro cataloga cento tipi di piante, fotografate e riconoscibili (per inesperti) con le indicazioni necessarie per mantenerle in vita: luogo, luce, acqua, umidità, colori delle foglie, muffe e insetti a cui fare attenzione. Ottimo per i principianti anche «Giardiniere in 24 ore» di Martino Ragusa (Sperling & Kupfer), a patto di non prendere troppo alla lettera la promessa del sottotitolo: per costruire «il proprio paradiso in terra» potrebbero infatti servire più lezioni rispetto alle 24 che costituiscono l’ossatura del volume. Dall’attrezzatura di base alle tecniche di potatura, fino alla lista delle piante «belle e facili» c’è comunque tutto quello che serve per un coraggioso tentativo. 

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