«Respiro dentro un casco
e prego per chi viene ricoverato»

Questo spazio è dedicato ai lettori che ci scrivono per condividere i loro sentimenti, i progetti in questo momento di isolamento forzato per combattere il coronavirus. Scrivete al nostro indirizzo email: [email protected] oppure attraverso la pagina Facebook de L’Eco di Bergamo.

Diamo spazio, qui e sul giornale, ai lettori che vogliono condividere i sentimenti, i progetti in questo momento di isolamento forzato per combattere il coronavirus. Scrivete al nostro indirizzo email: [email protected] oppure attraverso la pagina Facebook de L’Eco di Bergamo.
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Sono numerose le lettere che in questo momento ci arrivano dai lettori. Questa colpisce perché è scritta da un’ammalato di Covid-19 che è chiuso dentro il casco di un respiratore.

«Mi chiamo Giampaolo Mazzucchetti, ho 65 anni, mi trovo ricoverato, per fortuna su insistenza della mia famiglia, al Papa Giovanni dal 25 marzo. Che dire? Gli operatori dell’ambulanza premurosi e molto attenti, il fantastico personale del pronto soccorso e ospedaliero. Ho trovato, nonostante la moltitudine di ammalati, una coordinazione e assistenza esageratamente precisa: se non fosse stato così probabilmente non sarei qua a raccontare. Sono veramente degli angeli, non smetterò mai di ringraziare: ora sono ricoverato in reparto, porto ancora il casco per respirare. Guardo giù e vedo l’ingresso del pronto soccorso, e ogni volta che vedo entrare un’ambulanza dico un’Ave Maria sperando che possa servire. Il mio sogno è vedere finire tutto questo e vedere in fila tutti gli operatori sanitari, volontari e addetti a tutti i servizi ricevere una medaglia d’oro meritatissima. E a voi de L’Eco di Bergamo tanti abbracci e ringraziamenti: senza il vostro prezioso lavoro saremmo qua nell’oscurità dei fatti. Grazie e buon lavoro a tutti».

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