Grandi opere urgenti solo a parole. Non c’è tempo

Grandi opere urgenti solo a parole. Non c’è tempo

Con il Next generation Eu c’è un nodo innanzitutto culturale da sciogliere, quello della dotazione infrastrutturale del Paese. È uno di quei casi tipici del «se non ora, quando?». Aggiungendo ai miliardi già stanziati e mai spesi, altri 32 miliardi, obbliga ad una prova verità le forze politiche. Tutte keynesiane …

Grandi opere urgenti solo a parole. Non c’è tempo

Con il Next generation Eu c’è un nodo innanzitutto culturale da sciogliere, quello della dotazione infrastrutturale del Paese. È uno di quei casi tipici del «se non ora, quando?». Aggiungendo ai miliardi già stanziati e mai spesi, altri 32 miliardi, obbliga ad una prova verità le forze politiche. Tutte keynesiane a parole (si veda l’istruttivo articolo di Mario Comana su L’Eco di Bergamo del 26 marzo) ma ciascuna nei fatti con una sua fantasiosa interpretazione della dottrina espansiva di Lord John Maynard. La sostenibilità è una cosa seria, non un modo un po’ più raffinato per rinviare la mobilità di cui ha bisogno un Paese moderno.