Educazione civica paradosso italiano

Educazione civica
paradosso italiano

Prima gli italiani. America first, Brexit, Viktor Orban in Ungheria, Jaroslaw Kaczynski in Polonia, la lunghezza d’onda è quella. I popoli si ribellano. Hanno lasciato sul campo posti di lavoro, aziende, sicurezza sociale. E anche se non hanno ben chiaro il nemico da combattere, l’orgoglio nazionale dà un ...

Educazione civica
paradosso italiano

Prima gli italiani. America first, Brexit, Viktor Orban in Ungheria, Jaroslaw Kaczynski in Polonia, la lunghezza d’onda è quella. I popoli si ribellano. Hanno lasciato sul campo posti di lavoro, aziende, sicurezza sociale. E anche se non hanno ben chiaro il nemico da combattere, l’orgoglio nazionale dà un senso di appartenenza. Ottocento milioni di cinesi hanno guadagnato quello che in questi decenni noi in Occidente abbiamo perso. Di chi è la colpa? Di quelli che sognano da secoli di uscire dalla miseria? O delle élites, dei poteri forti, delle grandi multinazionali, ovvero della globalizzazione? Il capro espiatorio assolve tutti, ma non ci dice cosa fare. Abbiamo bisogno di modelli ai quali ispirarci. Al tempo del Risorgimento vi erano Cavour, Garibaldi, Gioberti, Mazzini, uomini che si riconoscevano nella nazione, come valore condiviso. Adesso abbiamo gli italiani, ma non sappiamo quali.