AstraZeneca, c’è chi dice no (pochi): «Le rinunce sono solo il 5%»

AstraZeneca, c’è chi dice no (pochi): «Le rinunce sono solo il 5%»

Il dg della Sanità parla del 15%, ma la Moratti lo smentisce subito. Nella Bergamasca sono lo 0,91%. Nella fascia 70-79 quasi 3 adesioni su 4.

Giovanni Pavesi, il terzo direttore generale dell’assessorato al Welfare e Sanità passato a Palazzo Lombardia negli ultimi 9 mesi, nell’ormai canonico round settimanale con la 3ª Commissione va dritto al punto: «C’è un 15% di popolazione che si è recata ai nostri centri vaccinali e ha rifiutato AstraZeneca, ma abbiamo la sensazione che sia una percentuale in crescita» . Normale che con questi dati scatti l’allarme: «Quello del rifiuto del vaccino AstraZeneca è un tema difficile, un fenomeno che negli ultimi giorni sta diventando più importante di quello che possiamo pensare».

Non passano manco due ore ed ecco che la vicepresidente (nonché assessore al Welfare e Sanità, attesa mercoledì prossimo in Commissione) butta acqua sul fuoco smentendo su tutta la linea il suo direttore generale made in Veneto. «Le rinunce a vaccinarsi con AstraZeneca in Lombardia sono irrisorie, piuttosto sono in aumento considerevole le domande di approfondimento e di spiegazione sul vaccino», precisa, cercando di rimettere la situazione nei ranghi.

d.nikpalj
Dino Nikpalj

Curioso di tutto ed esperto di niente. Classe 1968 (ohibò…), maturità tecnica e studi in Giurisprudenza, lavora a L’Eco di Bergamo dal novembre 1997. Vicecaporedattore dal 2014, è stato inviato e per tre anni ha guidato la redazione web. Scrive di cronaca, politica, trasporti e Atalanta, della quale è tifosissimo. Ha da sempre una passionaccia per il calcio inglese in tutte le sue forme e categorie, una spiccata simpatia per il Manchester City e una fornitissima biblioteca, anche di storie di calcio. Che prova a raccontare su Corner.

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