Clusone: «Nessuno è morto solo, Dio era nelle carezze di infermieri e vicini»
La messa in suffragio delle vittime covid a Clusone (Foto by Giuliano Fronzi)

Clusone: «Nessuno è morto solo, Dio era nelle carezze di infermieri e vicini»

Oltre 600 persone alla Messa in suffragio di chi è mancato tra marzo e maggio: 95 rose per ricordarli. L’arciprete: nel lutto non è mai venuta meno la fraternità.

In silenzio, uno dopo l’altro, con una rosa rossa in mano, 95 bambini e ragazzi di Clusone hanno portato all’altare una rosa per chi s’è spento in questi mesi: novantacinque fiori come «segno della presenza dei nostri cari», un gesto che ha dato il via alla partecipata Messa comunitaria celebrata ieri sera a Clusone nel centro sportivo comunale di via don Bepo Vavassori.

«La città ha vissuto dei momenti di lutto, ma non è mai venuto meno lo spirito di fraternità». Nelle parole dell’arciprete di Clusone monsignor Giuliano Borlini che ha presieduto la celebrazione con i sacerdoti della parrocchia di Clusone e delle Fiorine, il richiamo al dolore e alla sofferenza vissuta dalla comunità baradella, tra le più colpite in provincia dalla pandemia, ma anche alla vicinanza e all’aiuto fraterno.

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