Contro la movida, stop all’asporto
Basta bevande fuori dai locali dopo le 18

Milano e Brescia hanno reagito d’istinto, Bergamo ha preferito aspettare. Ma la strada è la stessa: stop alla vendita di bevande d’asporto.

L’ordinanza sarà pronta la prossima settimana, prima del weekend: il divieto scatterà probabilmente dalle 18, «anche per le bibite analcoliche» spiega il sindaco Giorgio Gori.

Nessuna velleità da sceriffo, semmai la volontà «di evitare assembramenti di giovani che se ne stanno nelle vicinanze dei locali con la bibita in mano, come successo lo scorso venerdì sera in Piazza Vecchia, per esempio» ricorda. «Potevamo fare subito l’ordinanza, ma abbiamo voluto che bar e ristoranti avessero il tempo necessario per attrezzarsi con i dehors». E che la previsione normativa avesse anche il favore «delle associazioni di categoria». Obiettivo centrato.

Solo posti a sedere

La strategia è chiara: più posti a sedere, quindi tutti a sedere e basta con assembramenti (o deambulazioni varie) bibite alla mano. «Per i servizi di ristorazione all’aperto è sempre obbligatoria la prenotazione che può essere eventualmente fatta anche “in presenza”» quindi al momento, si legge nelle linee guida predisposte da Palafrizzoni. «La prenotazione è obbligatoria anche per i bar e le consumazioni prolungate al tavolo tra le 12 e e le 14 e dalle 18 fino alla chiusura».

Per stringere il più possibile i tempi sarà fondamentale la collaborazione degli uffici con la commissione formata dai rappresentanti dell’Ordine degli architetti e Arketipos che hanno già elaborato le indicazioni alle quali dovranno attenersi i gestori nell’allestimento dei dehors. Che non dovranno solo essere funzionali e sicuri, ma possibilmente anche belli.

«È una situazione decisamente inedita, molti degli spazi che abbiamo individuato sono in contesti storici». E quindi di una certa qual delicatezza, rileva Francesco Valesini, assessore alla Riqualificazione urbana. «Dovremo essere molto rapidi nell’esaurire le richieste che ci verranno presentate, ce ne aspettiamo parecchie».

L’obiettivo non dichiarato è chiudere ogni pratica in non più di 24 ore, e «il rapporto con la commissione dei professionisti che ci affiancherà in questo momento particolare sarà davvero importante» conclude l’assessore. Fare presto e fare bene, in sintesi sono queste le linee guida alle quali ci si atterrà nei prossimi giorni quando le domande cominceranno ad arrivare a Palazzo Uffici. Sarà una settimana decisamente calda.n 

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