Controlli alimentari, superlavoro dei tecnici «Ispezioni per avere prodotti sani»

Controlli alimentari, superlavoro dei tecnici
«Ispezioni per avere prodotti sani»

Veterinari e quanti effettuano le analisi non si sono mai fermati per garantire
ai negozi cibi salubri. Sorice: «Centinaia di ispezioni»

La filiera agroalimentare non si è mai fermata neppure nelle settimane più cupe della pandemia, come pure i controlli, che hanno garantito l’arrivo di prodotti sicuri sulle tavole. «I nostri veterinari e tecnici hanno continuato la loro attività sul territorio anche durante il lockdown - racconta Antonio Sorice, responsabile Dipartimento Veterinario dell’Agenzia di tutela della salute di Bergamo e presidente della Società italiana di medicina veterinaria preventiva (Simevep) -. Nel rispetto dei protocolli per la sicurezza abbiamo portato avanti tutti i controlli indifferibili per assicurare che negozi di alimentari, pescherie, salumerie e supermercati potessero essere riforniti con prodotti sani dal campo alla tavola».

Durante il lockdown, quando l’attenzione era concentrata sul virus, i veterinari di Ats hanno vigilato sul benessere animale ed effettuato analisi per sventare la diffusione di altre malattie infettive, dall’influenza aviaria all’encefalopatia spongiforme bovina, la cosiddetta mucca pazza, per non parlare delle circa duecento variabili di agenti patogeni che possono passare dagli animali all’uomo, dall’anisakis alla salmonella. Un lavoro prezioso dal punto di vista sanitario, ma anche per l’economia, visto che solo con le opportune certificazioni gli alimentari «made in Bergamo» potevano essere destinati ai mercati esteri. «Le esportazioni sono state la salvezza di molte aziende della filiera, perché ci sono spese - come dar da mangiare agli animali o mungere le vacche - che non si possono fermare», sottolinea Sorice.

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