Drappi rossi per l’addio a Marisa Mamma Giusi: ora ci aspettiamo giustizia

Drappi rossi per l’addio a Marisa
Mamma Giusi: ora ci aspettiamo giustizia

È vestita tutta in nero mamma Giusi, ha gli occhiali scuri a coprirle gli occhi, mentre saluta i tanti amici, conoscenti, concittadini che arrivano sul sagrato della chiesa di Curno a portarle un gesto di affetto, di solidarietà.

Non ci sono parole che possano essere adatte in queste occasioni, quando una mamma perde una figlia per mano di un uomo, un uomo che era suo marito, uccisa a coltellate, e un’altra figlia è in ospedale per le ferite infertele dallo stesso uomo. «Il nostro dolore non si può raccontare, non c’è niente da dire – sussurra Giusi, mentre con il marito Roberto s’incammina in chiesa per scortare la bara di Marisa per l’ultimo saluto – . Pensiamo a lei e a Deborha, alla nostra famiglia sconvolta dalla tragedia. Ma una cosa è certa: ora ci aspettiamo giustizia. Una giustizia che ci soddisfi, che possa almeno un po’ confortarci in questa perdita immensa».


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