Droga, è allarme cocaina. «Doping per lavorare»
Cresce l’uso della cocaina

Droga, è allarme cocaina. «Doping per lavorare»

Diffusa tra professionisti e benestanti: hanno una doppia vita. Dietro c’è la ’ndrangheta. Le comunità: «Va intercettato questo sommerso».

I chili di cocaina sequestrati dalle forze dell’ordine nella Bergamasca nel corso dell’anno hanno sempre numeri a due zeri, ma il consumo di questa sostanza, indipendentemente dai sequestri, si stima sia molto elevato: non è più la droga dei ricchi, com’era considerata decenni fa, ma usata oggi è spesso usata come doping tra lavoratori dei vari settori: dall’imprenditore all’operaio, dall’autista all’artigiano. Un modo sbagliato per «darsi la carica» prima di lavorare e che sfocia rapidamente in una dipendenza dalla quale è molto difficile uscire. E questi cocainomani «sommersi» sono la stragrande maggioranza dei dipendenti da questa sostanza.

L’allarme arriva dalle comunità di recupero: «Se l’eroina ha avuto una ricomparsa anni fa, dopo essere di fatto quasi sparita a lungo, la cocaina non è di fatto mai sparita – sottolinea Enrico Coppola, presidente dell’Aga di Pontirolo Nuovo, membro del direttivo del “Com.E”, la federazione delle Comunità educative lombarde, e presidente dell’Asad, l’Associazione dei Servizi multidisciplinari integrati –. Dire quanta ne circoli nella Bergamasca non è per nulla semplice ma, visti i casi che gestiamo anche noi, direi parecchia».

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