Fino a domenica in Fiera c’è Forme
«Il formaggio italiano è più forte dei dazi»

Da giovedì 17 a domenica 20 ottobre c’è Forme in Fiera, con il mega concorso caseario mondiale: 3.804 in gara. A B2Cheese tanti buyer: sullo sfondo la scadenza Usa.

Si parte. Già da qualche giorno l’atmosfera di arrivi in città si è fatta incalzante e l’attesa è cresciuta il giusto: da oggi Bergamo diventa la capitale del formaggio mondiale proprio alla vigilia di una delle decisioni più drammatiche per il lattiero caseario italiano, con l’entrata in vigore dei dazi negli Usa che l’amministrazione Trump ha deciso di mettere su alcuni prodotti agroalimentari europei di punta, tra cui proprio i formaggi italiani.

Ma il messaggio che arriva da questa faraonica edizione di Forme, che porta in dote i World Cheese Awards, il più grande concorso mondiale del settore, con 3.804 caci iscritti e un esercito di centinaia di buyer che da stamattina (inaugurazione ore 10) e fino a domani sera affolleranno il B2Cheese (primo appuntamento business to business caseario italiano), è chiaro: il «saper fare» i formaggi italiani, le nostre tecnologie abbinate a una tradizione millenaria, sono più forti di qualunque dazio. Ecco perché la kermesse orobica, che in questi quattro giorni attirerà appassionati da tutto il mondo (si parla di un’affluenza che potrebbe sfiorare le centomila presenze), diventa a questo punto un simbolo di «orgoglio caseario italiano», il non volersi arrendere a logiche geopolitiche che sono lontanissime da quelle legate alla sostenibilità e all’eccellenza di materie prime.

«Auspicando che la politica aiuti il settore in questo difficile frangente, e ne siamo certi, per noi - spiega Francesco Maroni, presidente di Forme e coordinatore di B2Cheese - questo evento significa far capire ai tanti addetti ai lavori che arriveranno da tutto il mondo che il formaggio italiano, le sue tecniche di lavorazione, le sue materie prime, l’abilità della filiera made in Italy, sono un patrimonio unico che va oltre qualsiasi misura restrittiva».

Anche per Promoberg, che ha iniziato il suo nuovo corso con la fiera di Sant’Alessandro e Creattiva, Forme «diventa una sfida importante - spiega il presidente Fabio Sannino - che dimostra due cose: l’unità d’intenti tra tutte le componenti economiche che ha permesso l’arrivo dei Cheese Awards e la volontà della fiera di Bergamo di avere una vocazione sempre più internazionale, testimoniata da centinaia di buyer in arrivo in queste ore dall’estero».

E a proposito di dazi e legati all’export, dopo il taglio del nastro di B2Cheese seguirà un convegno promosso da Assocaseari dal titolo: «Internazionalizzazione del settore caseario italiano: prospettive e strategie per avere successo sul mercato mondiale», con esperti del settore.

Domani poi il concorso mondiale dei World Cheese Awards eleggerà i suoi «super campioni», con al mattino la scrematura dei 3804 in gara, fino ad arrivare ai 16 finalisti (ci sono anche bergamaschi tra i favoriti): tra loro verrà eletto (l’annuncio in fiera attorno alle 18) il formaggio campione del mondo 2019. Da sabato riflettori anche su Città Alta che al Palazzo della Ragione ospiterà la mostra dedicata a tutti i vincitori mondiali delle 32 edizioni del Wca, mentre nelle stesse ore in fiera il «Cheese Festival» permetterà a tutti di assaggiare i «campioni» di ogni Paese, eletti dalla giuria internazionale, acquistando un concentrato di eccellenza caseria mai visto prima.

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