Il dono di vita nutre la fede

Il dono di vita
nutre la fede

Un’attesa, un bisogno di vita: non solo di buone ragioni per vivere, ma di attingere alla sorgente stessa della vita. È come se avvertissimo che la vita così com’è non ci basta e che neppure le grandi scoperte scientifiche e loro applicazioni straordinarie corrispondano alle nostre attese. Le stesse espressioni e manifestazioni di rancore sociale, di sbracata violenza verbale, di disprezzo e a volte di odio, rivelano un bisogno più profondo delle soluzioni che queste perentorie condizioni vogliono perseguire. Abbiamo bisogno di vita come dell’aria e paradossalmente stiamo facendoci mancare l’aria e anche l’acqua e la terra e i mari che rappresentano la casa della vita. Abbiamo bisogno di vita, ma la condizione di molto Paesi socialmente ed economicamente evoluti, segnata da una impressionante e misteriosamente sottovalutata contrazione demografica, sembra negarsi questo bisogno. Abbiamo bisogno di vita, ma ad una ostentata vitalità si contrappone, debolezza da nascondere, una diffusa stanchezza. Abbiamo bisogno di vita e la stiamo voracemente divorando, consumatori accaniti del presente e ladri di futuro. Questo bisogno comunque non è nuovo: appartiene ad ogni essere vivente.

Prende il nome di istinto di sopravvivenza, ma per quella particolare stirpe di viventi che è la stirpe umana, la sopravvivenza non basta. Le grandi narrazioni, i miti, le religioni hanno rappresentato intensamente questo bisogno e, attraverso la potenza dei simboli, anche la chimerica possibilità di soddisfarlo. Chi non ricorda le narrazioni, anche bibliche, dell’albero della vita o della sorgente dell’eterna giovinezza, e altre ancora. Racchiudono, come in uno scrigno, le attese dell’uomo e il segreto delle risposte.

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