Il preside del Caniana è guarito Lunedì il ritorno dalla Germania
Claudio Berta, 65 anni, preside dell’Istituto Caniana di Bergamo

Il preside del Caniana è guarito
Lunedì il ritorno dalla Germania

Per lui anche il video messaggio di Papu Gomez. Claudio Berta, 65 anni, era ricoverato per Covid dal 17 marzo, poi il trasferimento ad Halle il 2 aprile

La foto è arrivata sul cellulare della moglie nel pomeriggio venerdì 22 maggio: lui, Claudio Berta, 65 anni, preside dell’Istituto Caniana di Bergamo, indossa la maglietta dell’Atalanta, mentre è nel giardino della clinica universitaria di Halle, in Germania, dove è ricoverato dal 2 aprile . «E sempre oggi ( ieri ndr ), gli è arrivato un videomessaggio di Papu Gomez: sa, lui è un acceso tifoso della Dea. È una gioia indescrivibile sapere che ora è salvo, abbiamo passato giorni di una sofferenza indescrivibile. Certo, dovrà restare ancora ricoverato, alla Quarenghi questa volta, per la riabilitazione, non cammina ancora, ma possiamo guardare al futuro con serenità».

Loredana Tiraboschi, consorte del preside del Caniana, è commossa: solo ieri mattina ha avuto conferma dalla clinica tedesca che suo marito tornerà a Bergamo, il trasferimento in aereo, coordinato da Areu, è previsto per lunedì mattina (25 maggio ndr). «Quella foto che mi ha spedito, con lui all’aperto, dopo 66 giorni di ricovero ospedaliero, è stata una carezza – . continua Loredana dalla casa di famiglia a Sorisole – . Prima è morto mio padre, 93 anni, se n’è andato nel giro di due giorni per il Covid, all’inizio di marzo, poi ci siamo ammalati tutti in famiglia, io, mio marito, i miei due figli Giulia, che è medico, 33 anni e Antonio, 36 anni, ingegnere. Il peggio è toccato a mio marito: è stato ricoverato il 17 marzo al Papa Giovanni. Non respirava, mi scriveva qualche sms, tutti angoscianti e spaventati.Poi è peggiorato, gli hanno messo il casco Cpap, poi lo hanno portato in Terapia intensiva, sedato e intubato. Fino a quella chiamata dei medici, ci hanno detto che c’era la possibilità , se acconsentivamo, di trasferirlo in Germania, ad Halle, c’erano 4 posti disponibili: a Bergamo servivano letti per altri pazienti. Abbiamo detto sì». Le cure in quella clinica, racconta ora Loredana, sono state ineccepibili e a tutti gli operatori di Halle arriva ora il grazie della famiglia di Claudio Berta: «Ha avuto anche un peggioramento, abbiamo temuto. Poi giovedì scorso ci hanno annunciato che era guarito, ed è stato anche intervistato da una emittente tedesca, insieme al primario della clinica». E ieri Claudio, con messaggi vocali ha annunciato ad amici e conoscenti il suo rientro: ha raccontato che fatica a camminare, ma che quella maglietta dell’Atalanta lo fa già sentire più vicino alla sua Bergamo». Dove atterrerà lunedì, con un paziente bergamasco; gli altri due che erano ad Halle con lui, sono già a casa.

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