La tragedia sul Gran Zebrù, lacrime per Sandra: «Amava la vita e l’avventura»
Sandra Bianchi

La tragedia sul Gran Zebrù, lacrime per Sandra: «Amava la vita e l’avventura»

Sandra Bianchi, nativa di Lovere, viveva a Darfo: vani i soccorsi, sotto choc il compagno di cordata. I due si erano sganciati per una breve pausa, ma la giovane è caduta. La sorella: «Sandra era una ragazza solare, determinata, che non stava mai ferma, ma sorrideva sempre.

Era nata a Lovere e fra poco più di un mese Sandra Bianchi, l’alpinista di Darfo morta ieri mattina sul Gran Zebrù, avrebbe compiuto 26 anni, ma l’ascensione ai 3.857 metri di quota della vetta le è stata fatale . Con lei c’era Bruno Fontana, sessantenne di Darfo, il suo maestro di alpinismo, con cui ha condiviso gite, arrampicate e escursioni, imparando da lui le tecniche per muoversi in sicurezza tra lastre di ghiaccio e placche di roccia. Anche ieri notte, verso le 3, erano partiti da Darfo per essere all’alba all’attacco della via, l’unico modo per riuscire ad arrivare in cima evitando di camminare sul ghiaccio in scioglimento. A portarsi via la giovane alpinista camuna è però stato un momento di pausa, una sosta: non erano ancora arrivati in vetta e i due si erano fermati per rifocillarsi. A quel punto si sarebbero slegati e la giovane alpinista camuna avrebbe perso l’equilibrio, cadendo nel vuoto.

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