L’«angelo» dei malati di coronavirus Val Cavallina, il grazie al dottor Longaretti
La consegna della targa al dottor Roberto Longaretti

L’«angelo» dei malati di coronavirus
Val Cavallina, il grazie al dottor Longaretti

Nel mezzo della più grande catastrofe dal dopoguerra a oggi, i cittadini vedevano la valigetta del medico condotto e, all’inizio, quando le protezioni mancavano, pure la maschera da verniciatore che aveva recuperato, percorrere senza fine le strade dei paesi.

Nella media Val Cavallina, tra i comuni di Vigano, Borgo di Terzo, Luzzana, Berzo San Fermo e Grone, la riconoscenza nei confronti del dottor Roberto Longaretti è un elemento comune. Nel mezzo della più grande catastrofe dal dopoguerra a oggi, i cittadini vedevano la valigetta del medico condotto e, all’inizio, quando le protezioni mancavano, pure la maschera da verniciatore che aveva recuperato, percorrere senza fine le strade dei paesi .

«Credo che la migliore definizione per il 2020 sia quella di “anno zero” - spiega il dottore, 40 anni il prossimo 10 febbraio –. È tutto cambiato: modo di lavorare, lo stile di vita, le nostre relazioni. Nel primo periodo pandemico, uscivo la mattina alle 7 e tornavo la sera alle 22, e poi dovevo occuparmi fino a tarda notte di rispondere alle telefonate e ai messaggi dei miei pazienti». In media, le visite a domicilio, effettuate dal medico di famiglia su persone in condizioni di assoluta necessità, con sintomi tali da far pensare senza molti dubbi alle temute polmoniti bilaterali, si aggiravano sulle 25-30 al giorno nel momento di massima pressione dell’infezione. Le richieste di aiuto e informazioni, da parte loro, arrivavano fino a 150».

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