L’esercito dei dispersi in Russia
Trovati resti di migliaia di soldati

Cinquecento metri di lunghezza e cento di larghezza: una superficie pari a cinque campi di calcio, contenente resti umani fino a quattro metri di profondità

Queste sono le prime informazioni che arrivano dalla Russia e che sono al vaglio del governo e dell’ambasciata italiana a Mosca. Emerge dai drammi della storia una nuova fossa comune dove furono gettate migliaia di corpi di soldati: morti all’inizio del 1943, dopo essere stati imprigionati all’avvio della controffensiva sovietica di Stalingrado. La notizia è stata pubblicata nei giorni scorsi da Il Piccolo, storico quotidiano di Trieste, e ha acceso antiche speranze tra chi non ha più ritrovato le spoglie dei propri cari periti in quella terrificante fase della 2ª Guerra Mondiale.

Come riferisce il quotidiano triestino «la sepoltura di massa è stata individuata lo scorso giugno a 15 chilometri dalla città di Kirov, situata 800 chilometri a nordest di Mosca: nove campi in tutto, in cui fino a oggi risultavano scomparsi duemila militari italiani. Stando ai primi scavi a campione, sarebbero state individuate tracce di soldati italiani, tedeschi, rumeni e ungheresi. Morti di freddo, fame e malattia dopo la deportazione: i primi spirarono già in treno durante il viaggio e furono sepolti all’arrivo, lungo la ferrovia. Solo i primi approfondimenti diranno di più sulla quantità e sulla provenienza dei militari, ma i ricercatori russi Alexey Ivakin e Andrey Ogoljuk, accorsi subito sul posto, stimano la presenza di 15-20mila persone: un numero molto alto rispetto ai ritrovamenti avvenuti in passato».

Il dramma della ricerca dei propri cari dispersi in Russia è raccontato in un modo tanto semplice quanto drammatico in un passaggio di una delle commedie più belle del nostro cinema, «Il compagno Don Camillo», dove Fernandel, nelle vesti del mitico prete di Guareschi, accompagna la delegazione di Brescello nell’Unione Sovietica sotto le mentite spoglie di un funzionario del Pci. Ad un certo punto, un componente della delegazione va alla ricerca della tomba del fratello disperso, ma trova solo un’immensa piantagione di grano...

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, investito della questione, in una risposta ad un parlamentare del Pd ha rilevato come «il sito è stato delimitato il 12 luglio e il terreno dovrebbe passare alla disponibilità del Comune di Kirov: messa in sicurezza e verifiche sono gestite dalle autorità russe. Dopo questa prima fase si procederà alla quantificazione dei caduti e all’individuazione della nazionalità. Qualora si trovino soldati italiani e ne sia possibile il riconoscimento, l’ambasciata si occuperà del rimpatrio delle spoglie».

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