Lombardia in giallo, ma da lunedì
I ristoratori sul piede di guerra

Ascom: «Grave perdere la domenica, un danno pauroso». Gori d’accordo. Fontana: decisione presa sopra la nostra testa. Speranza: «Manteniamo massima attenzione».

Si torna in zona gialla da lunedì. Poteva essere l’ennesima giornata di scontro frontale tra Milano e Roma e invece dopo una pomeriggio di telefonate, messaggi trasversali e la solita tensione crescente è arrivata una telefonata al presidente della Regione Attilio Fontana: all’altro c’era il ministro della Salute Roberto Speranza. I duellanti di queste ultime settimane. «La Lombardia passa in zona gialla» annuncia via social.

«È stata una settimana certamente difficile abbiamo lottato perché come attestano i dati, i lombardi meritano questa riduzione delle restrizioni. A tutti chiedo di continuare comunque a mantenere sempre alta l’attenzione continuando ad adottare comportamenti virtuosi». Ma come copione impone non ci può non essere il giallo in zona gialla: e così Fontana annuncia subito che la Lombardia lascerà l’arancione da domenica, calcolando la canonica settimana, ma pochi minuti dopo l’annuncio si diffonde la voce che il passaggio avverrà invece lunedì 1° febbraio.

Le prenotazioni già saltate

La differenza non è di poco conto e colpisce soprattutto e subito i ristoratori che avevano cominciato già a raccogliere le prenotazioni per domenica, quasi in automatico. In serata è la stessa Regione a raddrizzare il tiro sempre con un post di Fontana: «A seguito di precisazione da parte del ministero della Salute, l’ordinanza entrerà in vigore da lunedì e non da domenica come le precedenti. Non ci resta che prenderne atto perché la decisione è sopra la nostra testa e al di là delle nostre volontà. Sicuramente penalizzate le tante attività già pronte a ripartire da domenica».

A mettere la parola «fine» ad una situazione che stava diventando difficilmente gestibile ci pensa Speranza che verga l’ordinanza poco dopo le 21, decisamente in anticipo rispetto alle ultime versioni. La chiosa non dà adito a dubbi: «La presente ordinanza produce effetti dal 1° febbraio». E spiega che la decisione è stata presa «visto il verbale della Cabina di regia, unitamente al report numero 37, nel quale è evidenziato che dal 11 al 24 gennaio è stata documentata una diminuzione del livello di rischio e/o una diminuzione dello scenario rispetto a quanto documentato nella settimana di monitoraggio dal 4 al 10 gennaio».

Il cambio di strategia, più soft

«Numerose regioni torneranno in zona gialla - commenta Speranza -. Questa è una buona notizia, ma è fondamentale mantenere la massima attenzione. La sfida al virus è ancora molto complessa». L’epilogo di una giornata iniziata con un memento via Facebook da parte dello stesso Fontana: «Da tre settimane la Lombardia ha i dati da zona gialla», con l’auspicio che «dopo la settimana ingiustamente passata in zona rossa, il ministero possa prendere una decisione che tenga conto della reale situazione epidemiologica della nostra regione». Seguono prese di posizione-fotocopia di vari esponenti leghisti per fare salire la tensione.

In effetti l’Rt della Lombardia è buono, 0,84, lo stesso livello medio nazionale. Numeri alla mano solo il Molise si ritrova sopra quota 1 e questo porta probabilmente Speranza a cambiare approccio e a chiedere alla Cabina di regia un’interpretazione più soft, anche per la pressione delle Regioni, tutte con dati positivi anche sul fronte dell’incidenza. Non più tre settimane con dati migliori per scendere di fascia (due di dati compatibili con quella inferiore più una di osservazione) ma solo due: più che sufficienti per la Lombardia per tornare in giallo.

«Grave errore del ministro»

«Sono felice per la zona gialla, che a Bergamo era particolarmente attesa, e soprattutto per i nostri baristi e ristoratori che potranno finalmente tornare a lavorare» commenta il sindaco Giorgio Gori. Ma c’è un ma: «Perché a partire da lunedì e non da domenica com’è sempre accaduto? Un giorno può apparire un dettaglio, ma per chi non lavora da settimane è un’eccezione difficilmente comprensibile».

D’accordo Oscar Fusini: «Nel settore della ristorazione queste 24 ore di un fine settimana valgono molto di più: perdere domenica a pranzo è pauroso. Se abbiamo, come è evidente, i dati da zona gialla è inconcepibile non riaprire domenica: un grave errore del ministro. Il danno di questo aspetto formale è enorme per il settore»

Dal lato Confesercenti, il direttore Filippo Caselli auspica «un ulteriore allentamento delle misure restrittive per consentire alla ristorazione di lavorare fino alle 22, così da organizzare meglio il lavoro e massimizzare l’efficienza».

Sul versante politico esulta la vicepresidente della Regione Letizia Moratti: «I dati della situazione epidemiologica in Lombardia erano chiari e ben definiti e la collocazione in zona gialla è la conferma di quanto sosteniamo da giorni. La locomotiva d’Italia si rimette in moto». Per l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi «ora è importante che queste realtà non vengano più fermate» tutelando «di pari passo salute e lavoro».

La sintesi di giornata la si ha però sull’asse Lega-Cinque Stelle. Per Matteo Salvini «la Lombardia torna zona gialla dopo le denunce della Regione». Per il capogruppo in Regione, Massimo De Rosa, «il governo ha messo la pezza agli errori della Regione». Così è se vi pare, come diceva quel tale.

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