Maturità, 99% di promossi a Bergamo
«Voti più alti, ma nulla è stato regalato»

È la «Maturità2020»: i voti sono più alti rispetto a quelli degli anni passati, i bocciati (quasi) non esistono più. Ma guai a pensare che l’esame sia stato più semplice degli altri: «I ragazzi si sono guadagnati le loro valutazioni», sottolineano i presidi bergamaschi. I risultati della prima tranche di istituti cittadini rispecchia la tendenza registrata a livello nazionale: le valutazioni sono leggermente più alte per tutti.

Una situazione su cui ha certamente influito il nuovo modo di calcolare la valutazione, con il 60% del punteggio attribuito grazie ai punti di credito accumulati nel corso dell’intero percorso scolastico e solo il 40% della valutazione lasciata alla performance d’esame. Un esame in cui gli studenti si sono trovati di fronte a un solo commissario esterno a guidare una commissione di docenti conosciuti alle classi. Se negli anni scorsi una piccola percentuale di studenti non riusciva ad accedere all’esame di stato e una altrettanto piccola parte di maturandi veniva fermata nel corso delle prove, quest’anno i bocciati sono stati davvero pochi. Dai dati che siamo riusciti a raccogliere finora, solo un istituto, il Paleocapa, ha registrato dei bocciati: si tratta dell’1,30% dei maturandi dell’istituto, quasi tutti provenienti dalla stessa classe del corso serale. Tra gli altri istituti spiccano i risultati degli studenti del liceo classico Sarpi, dove il 3% dei ragazzi ha ottenuto la lode e il 13% una valutazione pari a 100, ma anche quelli dello scientifico Mascheroni: qui il 13,94% dei ragazzi ha avuto 100 e il 2,39% degli studenti anche la lode. Percentuale significativa di eccellenze anche al liceo linguistico Falcone (1,81% di lodi e 10,54% di cento), mentre al liceo Secco Suardo oltre il 50% dei ragazzi che si sono messi alla prova con la Maturità hanno avuto una valutazione superiore all’81. Singolare anche il caso del percorso linguistico europeo moderno dei Licei dell’Opera, dove la totalità degli studenti ha ottenuto una valutazione superiore all’81.

«Posso dirlo sia da dirigente scolastico che da presidente di commissione – sottolinea Gloria Farisé, dirigente del liceo Falcone di Bergamo -: i docenti hanno valorizzato i ragazzi e i ragazzi si sono sentiti accolti e a loro agio. È stato importante fare l’esame in presenza, gli studenti sono stati molto contenti di esser ritornati a scuola e aver in questo modo chiuso un ciclo importante della vita, nonostante tutto. I docenti hanno potuto operare in un ambiente sicuro, hanno visto che sono stati fatti tutti gli sforzi per permetter loro di lavorare in sicurezza. In generale i ragazzi sono stati soddisfatti dei loro esami e le valutazioni lo dimostrano».

Voti più alti rispetto al passato, «ma non regalati e non esagerati – aggiunge -. Nella scuola bergamasca non si regala niente. I docenti interni hanno valorizzato il percorso dei ragazzi. E hanno dimostrato anche l’altra faccia della medaglia: che negli ultimi mesi hanno saputo reinventarsi nella didattica a distanza. Anche il lavoro dei ragazzi è stato tanto e c’è anche chi non è stato soddisfatto del voto. Ma un esame è un esame: c’è la conferma di coloro che hanno sempre fatto bene come c’è anche chi ha subito la pressione della prova». I voti sono stati più alti: «Ma l’esame – dice Ugo Punzi, dirigente del Mascheroni – è stato un vero doppio esame: gli studenti hanno avuto l’ansia della prova e dovuto affrontare anche una situazione sanitaria non semplice. Un doppio impegno emotivo che non li ha fermati. Sono riusciti a manifestare le proprie conoscenze in modo brillante. E ci sono stati docenti che si sono commossi di fronte alla loro preparazione. Nessuno ha regalato nulla». Sui voti alti ha pesato la composizione del voto, in cui grande importanza hanno avuto i crediti. «È stato un esame particolare – conclude Cesare Emer Botti, dirigente del liceo artistico Manzù -. È vero che i voti sono mediamente più alti, ma sono spinti verso l’alto dal nuovo modo in cui dovevano essere composti: pensavano di più i crediti maturati negli anni che la singola prova in sé. Gli esami sono esami e le difficoltà legate alla prova sono rimaste. È stato un esame monco, ma dopo la situazione di emergenza che abbiamo vissuto tutti era giusto così. Sarebbe stato peggio far fare loro la prova online».

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