«Quando Zingonia era il nostro paradiso» Anna e Vincenzo, gli ultimi a vivere nelle torri
Maria Fulgione a Zingonia negli anni ’80

«Quando Zingonia era il nostro paradiso»
Anna e Vincenzo, gli ultimi a vivere nelle torri

Anna e Vincenzo Fulgione sono gli ultimi rimasti a vivere in una delle sei torri che verranno demolite. «Lessi di questa nuova città e lasciammo Milano. Era tutto bellissimo. Non ce ne andiamo: questa è la nostra casa»

Maria Ferrarese e Vincenzo Fulgione dicono che non se ne andranno, mai. Non così. Così resteranno. Nella loro prima casa, quella in cui sono arrivati pieni di speranze nel 1983, novelli sposi, lasciando andare un appartamento in pieno centro a Milano: torre Anna 1, piano quarto, interno 1, Zingonia. Il loro è un piccolo regno, un appartamento che è una reggia da quanto è ben tenuto e amato. Una bomboniera nel buco nero delle torri di Ciserano. Attorno, sopra, sotto e a lato, 207 alloggi disabitati dei palazzi Anna e Athena, vuoti, devastati, bruciati, invasi da macerie, rifiuti, fantasmi, relitti che neanche tutta la fantasia del mondo. Loro, Vincenzo e Maria, restano. All’orizzonte, la demolizione delle sei torri, in agenda per febbraio.

Tutti se ne sono andati, regolari, irregolari, clandestini, italiani, stranieri, paganti, non paganti, morosi, spacciatori, viados, buoni, cattivi, furbi e vinti. Quasi tutti. Maria, Vincenzo e altri due in tutte le torri. «Noi no. Perché non è giusto. È una questione di giustizia» attacca lei. «Perché ci hanno portato via la speranza, la gioia e in cambio ci vogliono mandare in affitto in una casa dell’Aler» dice lui. «Non vogliamo la luna e nemmeno un castello: solo una casa, nostra, com’è nostra questa. Uguale a questa, nulla più». Com’era quando Maria s’innamorò di Zingonia e Vincenzo, che era innamorato di lei, la seguì.

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