San Giovanni B., ecco cosa è successo
Grave la donna, «un boato terribile» - Foto

Un’anziana di 97 anni ferita gravemente, sette sfollati e un edificio storico seriamente danneggiato. Una tragedia che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi quella accaduta giovedì, intorno alle 10,45, in via Ceresa, a San Giovanni Bianco.

Un’esplosione fortissima, sentita in tutto il paese e nelle frazioni, causata da una fuga di gas metano, ha praticamente distrutto l’edificio ex albergo Luiselli, su tre piani, abitato da cinque anziani, proprio di fronte alla strada provinciale e all’ingresso dello stabilimento Smi, ex Cartiera Cima. Tanto forte che il balcone in cemento dell’alloggio da cui sarebbe partita l’esplosione è stato letteramente strappato e scaraventato a qualche decina di metri. Terrorizzati gli inquilini che nei minuti successivi sono poi stati assistiti dalla Croce rossa. Fortunatamente nessuno era nel cortile di fronte all’edificio. Così come pezzi di muro e soprattutto vetri sono finiti a diverse decine di metri di distanza. Danni anche alla casa adiacente, con una porta blindata piegata, a quella dove è avvenuta l’esplosione (a sinistra guardando la facciata principale), abitata da una coppia, anch’essa sfollata.

Gli inquilini sono fuggiti verso la provinciale, alcuni invece dall’ingresso posto verso ovest, in via Corserola, mentre Agata Boffelli, prossima ai 97 anni, è rimasta nell’alloggio in cui abita in affitto, all’ultimo piano, da dove – secondo le prime informazioni – è partita l’esplosione. Quando i vigili del fuoco sono entrati tramite l’autoscala, l’hanno trovata sotto il tavolo che chiedeva aiuto. Ha riportato ustioni sul corpo, soprattutto alle gambe, e più traumi. È stata portata con urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

La viabilità sulla provinciale è stata fermata e il traffico deviato sulle vie comunali interne, sul viale Roma, sul piazzale alpini e nella galleria - a senso alternato con semaforo - dell’ex ferrovia. Lunghissime le code in entrambi i sensi, anche fino a San Pellegrino. La provinciale è stata riaperta intorno alle 14,45. Sul posto, vigili del fuoco, ambulanze, personale dell’ospedale di San Giovanni Bianco, carabinieri, tecnici della Provincia, del Comune e il sindaco di San Giovanni Bianco Marco Milesi. Oltre ad Agata il rischio maggiore lo hanno corso Emilio Milesi e Tina Grataroli, pensionati, residenti nel piano appena inferiore a quella dell’anziana ferita. «Eravamo in cucina e abbiamo sentito un boato potentissimo – racconta Emilio –. Parte della soletta è crollata ma, fortunamente, eravamo in un’altra stanza. Anziché fuggire dall’ingresso principale che dà sulla provinciale, siamo corsi verso via Corserola. L’esplosione è stata tremenda, la casa è antica e i muri sono anche spessi 80 centimetri, ma le crepe sono enormi». «Una paura tremenda – racconta Tina Grataroli quasi in lacrime – c’era la gente che ci gridava di uscire. Io sono fuggita senza nulla, vorremo entrare a riprendere almeno le cose più importanti, ma non possiamo».

«Ero al tavolo con mia nipote – racconta ancora impaurita Ausilia Paninforni –: sembrava una bomba. Poi abbiamo sentito la gente fuori che ci urlava di fuggire. Un disastro, la casa è distrutta». «L’esplosione è stata terribile – racconta Tiziano Boffelli che abita nella casa adiacente evacuata –. Siamo corsi fuori. Dopo aver compreso che era colpa del gas, siamo andati a chiudere i contatori esterni». Le persone sfollate hanno trovato per ora ospitalità da parenti. Ieri sera, con i vigili del fuoco, è stato consentito loro di recuperare alcuni effetti personali. Nel pomeriggio sono stati posizionati pannelli a protezione della provinciale da eventuali crolli. Il destino quasi certo dell’immobile sembra essere la demolizione totale. Ieri, a tarda ora, si è iniziato a demolire la parte nord, quella più pericolante e a rischio crollo.

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