Soldi per un aiuto all’esame di maturità? «Tutto in regola, le carte lo dimostrano»

Soldi per un aiuto all’esame di maturità?
«Tutto in regola, le carte lo dimostrano»

Lettera anonima contro l’istituto aeronautico: chiede 500 euro per la Maturità. La scuola: sono una tassa. Blitz della Guardia di Finanza durante la prova di matematica: un professore stava risolvendo il quesito in aula.

Soldi in cambio di un aiuto per l’esame di maturità? Per ora resta un’ipotesi ancora tutta da dimostrare. Ma il blitz degli ispettori addetti alla vigilanza dell’esame di Stato e dei militari della Guardia di finanza il 20 giugno scorso nell’aula del liceo scientifico dell’istituto aeronautico «Locatelli» in via Carducci, dove era appena iniziata la seconda prova (matematica-fisica), è diventato l’incipit del fascicolo che la pm Silvia Marchina ha aperto per concussione. L’unico indagato è il professore di matematica quarantenne, commissario interno, che stava compilando uno dei quesiti e che era stato immediatamente sospeso dall’attività di commissario.

Stava risolvendo il compito per poi passarlo agli studenti? È quello che stanno cercando di capire i militari della Gdf. «No – ribatte il professore, sentito da “L’Eco di Bergamo” – stavo cercando di risolvere il primo quesito per portarmi avanti nella correzione che era prevista l’indomani. Io ho cominciato a fare il professore a dicembre, chiamato per sostituire una collega in malattia. Sono lento e temevo di non farcela. Non sapevo che a noi commissari fosse vietato dal regolamento risolvere i quesiti all’interno dell’aula dove si svolge l’esame, altrimenti me ne sarei guardato bene dal farlo. Ma lo fanno tutti, così pensavo fosse lecito, tanto più che accanto a me c’era la commissaria esterna che non m’ha detto nulla. L’ho fatto in buona fede e non certo per facilitare gli studenti. Il denaro? Mai sentito parlarne, l’ho letto sul giornale».

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