Tamponi per gli studenti
Serve il «timbro» della scuola

La Regione: i test con accesso diretto solo con l’autocertificazione vidimata dall’istituto scolastico o a seguito della segnalazione al medico.

Serve anche un «timbro» della scuola per accedere ai tamponi riservati alla popolazione in età scolare. È la precisazione arrivata ieri da Regione Lombardia: «I tamponi con accesso diretto sono possibili solo con l’autocertificazione vidimata dalla scuola oppure a seguito della segnalazione al medico o pediatra di famiglia», ha infatti specificato Giulio Gallera, assessore al Welfare. Una novità, rispetto a ciò che finora appare sulle autocertificazioni da presentare negli ospedali dove ci si sottopone al test: in quel documento diffuso nei giorni scorsi, infatti, non era esplicitata la necessità della «vidimazione» (c’era solo una casella da barrare per dichiarare che il minore aveva accusato sintomi simil-Covid a scuola nelle 24 ore precedenti), mentre invece era già esplicitata la necessità di aver avuto «indicazione all’effettuazione del tampone da parte del pediatra o medico di medicina generale».

«In caso di sintomi simil-influenzali o sospetti Covid riscontrati nel corso dell’attività scolastica – spiega la nota di Gallera – viene contattata la famiglia dello studente e rilasciato un modulo di autocertificazione autorizzato dall’istituto da consegnare alla struttura sanitaria dove si esegue il tampone con accesso diretto. Il documento autorizza all’esecuzione del tampone senza prenotazione solo lo studente e non l’intero nucleo familiare. Qualora invece la comparsa di sintomi sospetti si riscontri al domicilio, la famiglia del giovane in età scolare deve contattare il medico o il pediatra di famiglia il quale, accertata la necessità di dover eseguire il tampone, procede alla segnalazione e all’invio dello studente al punto di accesso diretto più vicino». Lo stesso iter vale anche per insegnanti e personale non docente. Sono stati 30.257 i tamponi effettuati in tutta la Lombardia a bambini e ragazzi in età scolare dall’1 al 18 settembre, con 439 positività accertate (l’1,45%), di cui 69 negli asili nido, 71 nelle materne, 92 nelle elementari, 66 nelle medie, 141 nelle superiori. Da febbraio al 18 settembre, invece, su 104.918 test su bambini e ragazzi in età scolare 2.091 di loro (l’1,99%) sono risultati positivi.

Quanto ai dati bergamaschi del mondo-scuola, Ats non ha fornito aggiornamenti. Delle due quarantene segnalate lunedì, una riguarda una classe delle medie di Seriate, per un 12enne ricoverato per altre sintomatologie e risultato positivo al virus: «Sono state attivate tutte le procedure di Ats, la scuola ha lavorato con grande collaborazione. Anche noi seguiamo la situazione, che è sotto controllo», spiega Cristian Vezzoli, sindaco di Seriate. Sedici gli alunni che compongono la classe, in quarantena sino al 6 ottobre.

Guardando all’intera popolazione bergamasca, ieri si sono contati 11 nuovi contagi, dato in linea col trend recente, e nessun decesso. In tutta la Lombardia i nuovi casi sono stati 182, su 14.808 tamponi. Calano i ricoverati in terapia intensiva (-2, ora sono 34) ma aumentano ancora quelli in altri reparti (+11, ora 294), con due decessi nelle scorse 24 ore.

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