Uccise la moglie Zina, dopo 4 mesi sì al giudizio immediato per il marito
Zinaida Solonari

Uccise la moglie Zina, dopo 4 mesi
sì al giudizio immediato per il marito

In Aula il 7 maggio. Lettera dal carcere in cui si dichiara pentito e chiede perdono alle figlie.

Prima le coltellate mortali sferrate alla moglie, Zinaida «Zina» Solonari, poi lui, il marito, Maurizio Quattrocchi che fugge al volante della Peugeot, quindi il fermo, le ammissioni, il carcere. L’omicidio del 6 ottobre 2019 a Cologno finirà a processo il 7 maggio, prima udienza davanti alla Corte d’assise e forse il racconto di Quattrocchi, imputato reo confesso, potrebbe non essere diverso da quanto disse tra le lacrime in carcere, nell’interrogatorio di convalida, a poco più di 48 ore dall’omicidio. «Non volevo, è stato il mostro delle gelosia dentro di me che mi ha trasformato in una bestia e l’ha uccisa», aveva dichiarato al giudice il 48enne, padre di tre figlie, le prime due avute da Zina, la terza, più grande, frutto di una precedente relazione di lei ma da lui adottata.

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