Libretti al portatore, stop a fine anno
Attenzione: multe ai ritardatari

Entro il 31 dicembre occorre presentarsi in banca o alle Poste per estinguerli. Per chi non si adegua sanzioni da 250 a 500 euro.

Con la fine dell’anno si dirà addio ai libretti di risparmio al portatore emessi dalle Poste e dalle banche. Un addio non traumatico dato che già dal luglio 2017 era stato imposto il blocco del rilascio di nuovi libretti al portatore (mentre era consentita la sola emissione di libretti nominativi). Ora però il commiato è definitivo.

Questo in attuazione del decreto legislativo n. 21 del 2007 modificato dal decreto n. 90 del 2017 riguardante misure di contrasto al riciclaggio e per garantire la trasparenza e la tracciabilità dei flussi di denaro contante. I libretti al portatore, non essendo nominativi, non sono collegabili a nessuno e sono utilizzabili da chiunque ne sia in possesso. E per questo è diventato anche un comodo strumento per riciclare il denaro sporco. Il decreto legislativo va infatti incontro alla direttiva europea sul risparmio in tema di prevenzione del riciclaggio internazionale.

Uno strumento in declino quello del libretto ma ancora diffuso: tra Poste e banche quelli in circolazione sarebbero più di un milione. Solo quelli delle Poste circa mezzo milione per uno stock di 30 milioni di euro. Ora il passaggio da compiere è quello di estinguerli e bisogna farlo entro la fine dell’anno.

Poste Italiane ha esposto nei propri uffici il seguente cartello: «Si ricorda che i libretti di risparmio al portatore devono essere estinti obbligatoriamente entro il 31-12-2018 a cura del portatore». Per l’estinzione i portatori devono recarsi in un qualsiasi ufficio postale munito del libretto che verrà ritirato ed estinto. Ciò sarà necessario anche al fine di evitare la sanzione amministrativa pecuniaria, da parte del ministero dell’Economia, tra i 250 e i 500 euro per singolo libretto. Poste Italiane «si è attivata utilizzando sia il canale on line che la rete degli uffici postali per informare la clientela».

Come le Poste, anche le banche stanno procedendo nello stesso senso. E le modalità sono identiche.

Intesa Sanpaolo ha calcolato in 17 mila il numero di propri libretti al portatore emessi in Lombardia: gli ultimi emessi risalgono al 2012 dato che da anni la banca ha scelto di indirizzare l’offerta «su conti correnti abbinati a carte di pagamento e altri prodotti bancari». Per Intesa Sanpaolo l’offerta dei libretti risulta da tempo superata e sostituita da strumenti più moderni e «fruibili in modalità digitale e multicanale accessibili via internet e tramite app».

«Per estinguere il libretto al portatore - spiega una nota di Intesa Sanpaolo - è necessario che il possessore del titolo si presenti in filiale con il libretto e ne richieda l’estinzione. Le somme presenti sul libretto oggetto di estinzione potranno essere canalizzate verso altri rapporti nominativi, come per esempio un conto corrente o un libretto di risparmio nominativo oppure essere incassate per contanti». Come Intesa Sanpaolo, anche le altre banche offrono, in alternativa all’estinzione e alla liquidazione, altre possibilità (libretto nominativo, conto corrente, altri strumenti di risparmio).

In caso di mancata estinzione, sarà applicata, come prevede la normativa, una sanzione amministrativa a carico del possessore nel momento in cui egli si presenti in banca per movimentare il libretto.

Va anche chiarito che le banche potranno comunque liquidare, anche dopo il prossimo 31 dicembre, il saldo dei libretti ma - come detto - chi si presenterà oltre quella data dovrà pagare la sanzione.

Anche Banco Bpm ha invitato i propri clienti in possesso di un libretto di risparmio al portatore a recarsi nelle loro filiali per procedere all’estinzione. Ed è in corso una campagna di coinvolgimento della rete con distribuzione dell’elenco dei libretti oggi esistenti. Quelli non ancora estinti (sia bloccati che attivi), stando alle ultime rilevazioni effettuate dall’istituto, ammontano in tutto a 89.317 per un totale di circa 6,5 milioni di euro di giacenze, al netto di tutti i movimenti non ancora registrati.

Stesso discorso per la banche più piccole, come le banche di credito cooperativo. La Bcc Bergamo e Valli, ad esempio, ha calcolato di avere in circolazione 1.400 libretti di risparmio al portatore per un ammontare complessivo di oltre 94 mila euro. Il saldo medio risulta essere di circa 67 euro. Nell’ambito dei 1.400 libretti di risparmio facenti capo alla Bcc Bergamo e Valli, ben 1.240 hanno un saldo pari o inferiore a 100 euro. E la media del saldo per questa categoria è ovviamente più bassa, circa 15 euro.

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