Compagnie aeree L’Italia è debole

Compagnie aeree
L’Italia è debole

Pare che il governo sia «irritato» (testuale) per il triste epilogo di Air Italy. In realtà chi dovrebbe esserlo davvero sono i 1.200 dipendenti che rimarranno senza lavoro, a meno di colpi di scena. Le voci di un possibile interessamento di Ryanair si sono rivelate la classica boutade, probabilmente agevolata dagli irlandesi medesimi, da sempre abili ad attirare l’attenzione volando a metà tra provocazione e business ma, alla prova dei fatti, molto attenti a non uscire dal proprio ben determinato orizzonte. Per giunta vincente, numeri alla mano.

C’è chi si è messo a fare i conti delle compagnie italiane rimaste a terra in questi ultimi anni: 14 dal 2000. Con sullo sfondo il colossale punto interrogativo di Alitalia che da sola vale tutto il mazzo. Una fotografia tanto impietosa quanto reale, e per metterla ulteriormente a fuoco bisogna forse fare un passo in avanti. Uscire cioè dalla retorica fintamente patriottica di un Paese che deve avere una compagnia di bandiera per sentirsi tale e arrivare all’assunto opposto: questo risultato è frutto di un Paese e di una politica che non sa (o non vuole) più decidere.

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