Corruzione a 5 Stelle Conseguenze politiche
Marcello De Vito

Corruzione a 5 Stelle
Conseguenze politiche

L’arresto di Marcello De Vito, presidente grillino dell’Assemblea capitolina segna probabilmente il punto più grave della crisi della Giunta Raggi. Va innanzitutto ricordato che De Vito non è uno qualunque nel M5S romano: è stato candidato sindaco prima della Raggi e, se avesse avuto l’appoggio di Di Maio, sarebbe diventato lui il primo cittadino della Capitale, anche perché risulta il consigliere M5S più votato, tanto che è soprannominato «mister preferenze».

Della Raggi ovviamente è un avversario e il fatto che sia caduto così rovinosamente deve aver lasciato a ciglio asciutto la sindaca (che pure si dichiara «sconvolta»). Ma De Vito non solo è un pezzo da novanta del Movimento, è anche il terzo capo grillino del Comune di Roma che va in galera: prima il braccio destro della Raggi, Giuseppe Marra, poi l’avvocato Lanzalone, il manager cui la sindaca aveva delegato l’occupazione delle poltrone più importanti delle società municipali, e adesso De Vito. Il quale nelle intercettazioni con un suo amico avvocato anche lui agli arresti diceva: «Questi ce li spartiamo subito» e quell’altro replicava: «Ci abbiamo solo due anni, non possiamo perdere la congiunzione astrale».


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