In 17 anni 19 processi vinti:  il caso Bassolino
Antonio Bassolino

In 17 anni 19 processi vinti:
il caso Bassolino

A processo per 17 anni, quasi un terzo della vita lavorativa di un uomo. Quel processo ne ha generati altri 18, con 140 udienze e 150 mila pagine di istruttoria in 10 mesi. E per 19 volte la sentenza è stata sempre di assoluzione. A finire in questo gorgo giudiziario è stato Antonio Bassolino, la politica nel sangue: esperienza iniziata già a 17 anni nel Pci, poi proseguita fino al Pd. Una carriera di tutto rispetto: deputato, sindaco di Napoli, ministro del Lavoro e presidente della Regione Campania. Distrutta da indagini deboli, dietro le quali c’è una mano, quella di Tommaso Sodano, attualmente blogger del «Fatto quotidiano», il giornale- Procura, che si presenta così, con vanto fuori luogo: «Dalle mie denunce prende il via l’inchiesta che ha portato al rinvio a giudizio di Bassolino».

La prima è del 2003, quando Sodano è senatore di Rifondazione Comunista e diventa presidente della Commissione rifiuti (successivamente sarà vicesindaco di Napoli con l’ex pm Luigi De Magistris), dalla quale due magistrati ancora in attività, Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, hanno provato a dimostrare, senza riuscirci, che nella veste di commissario straordinario all’emergenza rifiuti, dal 2000 al 2004, Bassolino avrebbe compiuto una truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, frode in pubbliche forniture e abuso d’ufficio.

Per oltre 17 anni la magistratura napoletana ha cercato le prove di uno scambio che non c’è mai stato fra il presidente della Giunta regionale e la società Impregilo che aveva ricevuto l’incarico di costruire il termovalorizzatore di Acerra (il paese di Sodano, attivista contro l’opera). Giuseppe Fusco, avvocato dell’ex sindaco con Massimo Krogh e a Nicoletta Piergentili, oggi dice che non è la prima volta di un’intemerata giudiziaria così dilatata nel tempo: «Purtroppo non si fanno processi a carico delle persone ma ai fenomeni. Si indaga il fenomeno». Che in questo caso era la lotta all’inquinamento. Bassolino si è difeso con i documenti alla mano. Il contratto che gli veniva contestato, e che avrebbe consentito «inimmaginabili profitti», non era stato stipulato dalla sua amministrazione regionale ma dalla precedente. L’ex governatore viene assolto nel 2007 con formula piena. All’appello si costituiscono 140 parti civili.

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