Litigi e nomine nel Governo

Litigi e nomine
nel Governo

L’ultimo Consiglio dei ministri prima delle elezioni del fine settimana è servito sostanzialmente ad una cosa: a piantare due ulteriori bandierine utili in campagna elettorale sia a Salvini che a Di Maio. Da una parte il decreto Sicurezza bis, dall’altra il testo sugli aiuti alle famiglie per il sostegno alla natalità. In realtà ieri sera, quando si è tenuta la seconda tranche della riunione del Consiglio dei Ministri (bizzarra novità introdotta dal governo Conte, un po’ come l’ordine del giorno senza punti e solo con «varie ed eventuali») si trattava formalmente di un «inizio esame».

E questo per la ragione che l’accordo non c’è. Questo ha però consentito ad entrambi i leader di poter sbandierare, appunto, da una parte la volontà di avere la mano ancora più dura sull’immigrazione, dall’altra il perseguimento di una politica per la famiglia. Niente di più. Le stesse fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere ufficiosamente che i testi sono ancora incompleti e che comunque sono stati mandati al Quirinale per una prima ricognizione. Pare tra l’altro che Mattarella abbia più di un dubbio sulla linea sicurezza con cui Matteo Salvini punta ad avere il pieno controllo della situazione-sbarchi. Forse sarà anche per questo che la tanto criticata norma che stabiliva una multa di alcune migliaia di euro per ogni profugo salvato senza autorizzazione, è stata nel testo preliminare sostituita da una salatissima sanzione a carico del comandante della nave fuori delle regole.


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