Non ci sono più piazze dello spaccio ora anche la droga è in delivery

Stop alle piazze dello spaccio: gli scambi sono concordati in zone di passaggio in 38 paesi. Il contrasto con telecamere e segnalazioni dei cittadini.

Non più grandi piazze di spaccio, ma una rete capillare per la compravendita di sostanze stupefacenti in diverse zone del territorio. Stazioni ferroviarie, parchi pubblici, parcheggi di supermercati, bar, edicole e persino cimiteri: questi i luoghi usati prevalentemente come punti di scambio della merce per sfuggire più facilmente ai controlli. Il «mercato» della droga nella Bergamasca è cambiato e punta sempre più su nuove tecniche commerciali, come la consegna a domicilio. Da qui la necessità di intensificare il controllo del territorio attraverso pattugliamenti mirati delle forze dell’ordine e videosorveglianza. Misure di contrasto della microcriminalità che sono sostenute dai sindaci attraverso investimenti sulla rete delle telecamere puntate sul territorio e appelli alla cittadinanza affinché vengano segnalate situazioni sospette.

Il delivery infatti è stato avviato dagli spacciatori per fare fronte alle limitazioni agli spostamenti dei clienti, durante le fasi più critiche dell’epidemia di Covid, dopodiché ha iniziato ad affermarsi come modello. Lo confermano le molte segnalazioni di cittadini che stanno arrivando ai sindaci di diversi paesi e anche l’Aga (associazione genitori antidroga) che, regolarmente, raccoglie indicazioni degli ospiti della sua comunità residenziale per capire come il mercato dello spaccio si sta sviluppando.

Dall’ultimo confronto è emerso che, smantellate alcune grandi piazze di spaccio, come quelle attive a Zingonia (si pensi a piazza Affari o alle ex torri del degrado, in corso Europa, poi abbattute), gli spacciatori hanno riorganizzato la loro presenza sul territorio. Sono stati individuati infatti punti di spaccio in luoghi pubblici di 38 diversi paesi.

Traffici illeciti

«Quello che stupisce - afferma il presidente dell’Aga Enrico Coppola - è la segnalazione di molti bar dove avviene la vendita di droghe. Ciò non significa che i baristi siano complici. Ma, come nell’ambito della lotta al gioco d’azzardo sono figure da coinvolgere, così come sono stati fatti corsi per individuare il giocatore d’azzardo patologico, cosi dovrebbero essere formati anche per riconoscere possibili traffici illeciti nei loro locali».

La tendenza all’attività di spaccio è confermata anche dai fatti di cronaca: l’ultimo è il recente smantellamento, a Zingonia, a poche centinaia di metri da piazza Affari, di un accampamento abusivo nascosto fra gli arbusti dove si vendeva droga. Ma soprattutto dalle numerose segnalazioni dei cittadini ai sindaci.

«Dopo l’abbattimento delle torri a Zingonia - sostiene il sindaco di Levate Maickol Duzioni - ci era stata segnalata la presenza di spacciatori alla nostra fermata ferroviaria poi scomparsa grazie all’intervento delle forze dell’ordine. Ora però il luogo è sempre più usato come punto di appuntamento per lo scambio soldi-droga».

Intesa telefonica

Il fenomeno è tenuto monitorato dal comando di polizia locale di Levate-Osio Sopra-Osio Sotto sfruttando l rete della videosorveglianza comunale. Le telecamere di ultima generazione ad alta definizione sono ritenute dalle forze dell’ordine sempre più utili a fronte del fatto che, nella maggior parte delle zone individuate come luoghi di spaccio, non c’è più uno spacciatore «stanziale»: tutto avviene previo appuntamento telefonico, e ci si incontra solo per effettuare lo scambio, in modo da non finire nel mirino di eventuali pattugliamenti delle forze dell’ordine.

I luoghi di scambio, inoltre, cambiano come evidenza Marzio Zirafa, sindaco di Ponte San Pietro dove una nota piazza di spaccio era il cosiddetto isolotto sul fiume Brembo: «Fortunatamente questo isolotto - evidenzia il sindaco - grazie ai recenti interventi di disboscamento e rivitalizzazione sta sempre più diventando un parco pubblico meta di molti cittadini. Al suo posto stiamo notando che luoghi come la zona del municipio, il famedio e la stazione vengono scelti a rotazione come punti dove spacciatori e compratori si danno appuntamento per scambiarsi soldi e droga».

Scambi veloci

Questo tipo di luogo, secondo il sindaco Alex Pennacchio, era diventata anche la piazza del centro storico di Lovere: «Fortunatamente poi - afferma il sindaco - in seguito all’intervento dei carabinieri la situazione è tornata alla normalità. Ciò che ora maggiormente ci preoccupa è il movimento che si è formato intorno a un bar di periferia». Segnalazioni di scambi sospetti sul territorio del suo Comune sono arrivati anche al sindaco di Brembate Mario Doneda: «Nella maggior parte dei casi però si tratta di veloci scambi fatti in angoli di vie al riparo degli occhi delle telecamere di videosorveglianza che non possono ovviamente coprire tutto il nostro territorio».

Gli spacciatori che non vogliono uscire in strada ricorrono sempre più diffuso alla consegna a domicilio. Un’organizzazione dello spaccio che durante il periodo del Covid, per ovvi motivi, ha fatto un balzo in avanti. «Un’organizzazione che poi - afferma il presidente dell’Aga - si è stabilizzato. Il delivery, però, riguarda in particolare i clienti fidelizzati di uno spacciatore. Prima di arrivare a questo livello, ci deve essere una prima serie di contatti allo scoperto e questi stanno avvenendo nei luoghi che i nostri ospiti ci hanno segnalato».

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