Il senso di una sconfitta, e l’orgoglio del pessimismo

E’ una sconfitta, non la fine di tutto. Bisognerebbe prenderla così, la partita di ieri sera con il Milan. Una tappa, persino fisiologica, del tutto. A caldo fa malissimo, poi si digerisce. Invece, dal popolo atalantino si alzano molte voci critiche, e ci sta. Ma anche molte voci catastrofiste, e questo ci sta meno. Si è persa una partita contro una squadra forte, non è crollata la diga. Ci vuol senso della misura quando si vince, ed è difficile. Ma anche quando si perde. E forse è pure più difficile.