Glenn, quell’addio da brividi... E una carrellata di biglietti storici

Ecco i «pezzi» da museo di Pierangelo Camozzi. «Indimenticabile quell’abbraccio ad Achille Bortolotti, la sera della partita d’addio di Stromberg. Fiero di esserci stato. Ho cominciato a tifare grazie a una partita che... non ho visto»

C i sono date che restano incise nella storia. Il 17 maggio 1992 è una di queste, per un doppio motivo. Atalanta-Torino non fu una partita qualsiasi. Primo, perché Glenn Stromberg annunciò nei giorni precedenti la sua intenzione di abbandonare il calcio giocato, e quella sarebbe stata la sua ultima partita con la maglia dell’Atalanta. Ma non la giocò, influenzato, e fu portato «di peso» allo stadio per non far «cadere» nel vuoto la meravigliosa scenografia preparata dalla Curva Nord in suo onore: una gigantesca bandiera svedese. Secondo, perché alla fine di quella partita, dominata dal Torino sui nerazzurri guidati da Bruno Giorgi, l’allenatore avversario fu portato in trionfo dai tifosi atalantini. Come si spiega? Facile, con un nome solo: Emiliano Mondonico.