I l 22 dicembre 2019 è una data storica. È la giornata della travolgente vittoria dell’Atalanta sul Milan, un incredibile 5-0. Per tutti i tifosi è stata una partita memorabile. Per qualcuno, che quel giorno atalantino ancora non lo era, è stata una gara, se possibile, ancor più carica di significato: vedere una squadra provinciale annichilire una big storica del calcio italiano, mostrando idee, intensità, fame, coraggio, è stato un vero colpo di fulmine. Così è scattata la scintilla in Ibrahim Balota, 22enne montenegrino che, fino a quel giorno, poco, o forse nulla, sapeva dell’Atalanta. Per raccontare la sua storia dobbiamo andare in Germania, precisamente a Ulm, città dove nel 2020 si è trasferito da Podgorica, anche se è originario di Rožaje, città dell’est del Montenegro. “Il calcio ha sempre fatto parte della mia infanzia. Per infortuni ho smesso presto di giocarci, ma è rimasto una parte fissa della mia vita grazie alla mia famiglia - racconta Ibrahim -. Ho imparato molto sull’Italia e sulla Serie A da mio zio Šako, chef e gestore di un ristorante in Montenegro che proponeva piatti della cucina montenegrina e italiana. In Montenegro, tra i campionati stranieri, si guarda soprattutto la Serie A e la maggior parte degli appassionati tifa Milan, Inter e Lazio. Mio zio, milanista, mi ha fatto conoscere il campionato italiano e ha influenzato molto la mia passione per il calcio perché quando ero piccolo guardavamo molte partite insieme, ma nessuna squadra mi colpiva davvero”.