Migliaia di foto della Valle Brembana
«Aiutatemi a dare un nome a questi volti»

Piazza Brembana, nelle 7.000 lastre di Fulvio Goglio ritratti e luoghi dell’alta Valle Brembana di inizio ’900
La nipote Cristiana cerca chi riconosce lontani parenti

Un lavoro enorme, iniziato già da un anno ma che proseguirà ancora per molto. Da pulire, scannerizzare e catalogare ci sono, più o meno, 7.000 lastre fotografiche di inizio Novecento, quelle di Fulvio Goglio (1902-1968) di Piazza Brembana, figlio di Eugenio, fotografo che immortalò volti e luoghi dell’alta Val Brembana tra fine Ottocento e inizio Novecento. Cristiana Oldrati Goglio, nipote di Fulvio, le ha recuperate nella casa dei famigliari, a Piazza Brembana, insieme a quelle della mamma Dolores che continuò l’opera fotografica di Fulvio ed Eugenio.

Scatole di cartone con scritto luogo e data delle lastre, in negativo. Molte, però, come ricorda Cristiana, bagnate e poi asciugate a seguito di un’alluvione a Piazza Brembana negli Anni Cinquanta. «Tante vennero poi rimesse nelle scatole sbagliate – spiega – e così ora vanno recuperati luogo e anno esatti in cui furono realizzate». Ma l’obiettivo della ricerca di Cristiana è soprattutto quella di dare un’identità alle migliaia di ritratti realizzati dal nonno.

Una ricerca partita un po’ in sordina un anno fa, grazie a un sito Internet che, ora, però, ha ricevuto un’accelerata grazie ai social, Facebook soprattutto, ma anche Instagram e Twitter. Grazie soprattutto alla pagina «Fulvio Goglio» e al profilo «Cristiana erede fotografi Goglio».

«Finora ho recuperato circa 800-900 lastre dei negativi – spiega Cristiana - ma il lavoro è lunghissimo. Ne ho trovate almeno 6.000-7.000, molte le abbiamo dovute gettare perché la gelatina era rovinata. Si tratta prevalentemente di ritratti, pochi paesaggi. Vorrei veramente recuperare poco alla volta l’identità di quei volti. Per questo ho iniziato nella ricerca. E mi sono arrivate già tante risposte, da Valtorta e Ornica soprattutto. Sono soprattutto foto di inizio Novecento, anche perché mio nonno, come succedeva allora, iniziò a lavorare con il papà Eugenio dall’età di dieci anni. Anche mia mamma Dolores lavorò con Fulvio, fino agli anni Settanta del secolo scorso. E qualcuno di vivente si è riconosciuto nelle foto». Ma sono soprattutto le immagini più datate quelle di maggiore interesse.

Nel sito Internet www.fotofulviogoglio.it sono riunite le foto per categorie, bambini, coppie, gruppi, matrimoni, funerali, fascismo, esterni, interni e le mostre realizzate negli ultimi anni. Che Cristiana vorrebbe poi far diventare un libro, prosecuzione di quello di sua madre «Una valle e il suo popolo».

«Mi piacerebbe conoscere la storia di ogni singola fotografia - scrive Cristiana sul sito - e scoprire dove e quando è stata scattata, in che occasione, chi c’era. Per fare questo ho bisogno del vostro aiuto e dell’aiuto delle persone più anziane che sono la nostra memoria storica. So che questo metodo è un po’ strano ma potrebbe essere un modo per passare un po’ di tempo con i nostri anziani e farci raccontare storie e aneddoti che altrimenti andrebbero persi. Grazie a chi mi aiuterà a realizzare il mio sogno e a far rivivere, in un certo senso, mio nonno e mia mamma».

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