La battaglia vinta di Parre: «Tornato un presidio bancario»

IL SERVIZIO. Piccinali (Scame): «Dopo la chiusura dell’ultima filiale in paese alcuni imprenditori si sono mobilitati per riportare un ufficio sul territorio».

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«Si possono comprendere le logiche secondo cui una banca decide di chiudere una filiale su un territorio, ma qualcuno che nelle imprese ci vada e le conosca, serve». Agostino Piccinali, direttore finanziario di Scame Parre e presidente del gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo, interviene sulla questione della desertificazione bancaria sollevata da una ricerca del Centro studi di Cna. Secondo l’analisi sarebbero più di 11mila le imprese bergamasche con sede in comuni sprovvisti di uno sportello bancario. In provincia il numero corrisponde all’11% delle aziende attive, con un valore assoluto sul territorio di 202 imprese per ogni sportello aperto.

Sul tema Piccinali cita il caso emblematico di Parre, dove si trova il quartier generale del gruppo Scame e che, in classifica provinciale, si trova al quindicesimo posto tra quelli con il maggiore divario: sono 217 le sedi d’impresa, tra grandi e piccole realtà e zero gli sportelli bancari. Tra gli altri comuni bergamaschi spicca la situazione di Orio al Serio con 437 imprese «scoperte» e Castione della Presolana con 398. A Valbrembo le realtà imprenditoriali sono 374, a Rogno 372 e Boltiere 353 e in nessuno di questi tre comuni c’è uno sportello bancario.

«Qui a Parre, quattro anni fa, abbiamo perso la filiale di Intesa Sanpaolo, è rimasta solo l’ufficio postale che da sei mesi circa ha almeno il Postamat per i prelievi - spiega Piccinali -. È vero che le imprese possono spostarsi al centro più vicino e che molte delle operazioni si svolgono online, ma a volte serve anche dare un segnale e ricominciare a parlare di cultura finanziaria».

Questo «segnale» è arrivato circa due anni fa, nell’aprile 2024, quando l’allora sindaco di Parre Danilo Cominelli e un gruppo di imprenditori del territorio si sono attivati per avere almeno un presidio finanziario sul territorio. Da allora nella vecchia sede di Intesa ha il suo ufficio Roberto Bondioni, wealth advisory partner di Bnl. «La mia è una figura da consulente finanziario, non possiamo maneggiare strumenti di pagamento, ma sempre più spesso riusciamo a essere presenti proprio laddove gli sportelli bancari, per diversi motivi, se ne vanno», spiega Bondioni ,che cita altri casi di colleghi che hanno fatto la stessa scelta a Lovere e Castione della Presolana.

Non è stato un percorso semplice come sottolinea Piccinali: «Quando si trattava di spostare i conti personali e aziendali non tutti gli imprenditori lo hanno fatto», ma dopo due anni il presidio è ancora presente. «Se aumenterà la redditività potremo anche instaurare un bancomat fisico», conclude Bondioni, in riferimento a un servizio che si rivolge certamente agli abitanti di un comune, ma anche a chi quel territorio lo vive. Nelle 11.037 aziende senza sportello, infatti, la ricerca conta oltre 49mila dipendenti, il numero più alto di lavoratori in tutta la Lombardia che lavora in comuni senza filiali.

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