Mattia muore a 40 anni mentre taglia l’erba: le cornee l’ultimo dono
IL LUTTO. Titolare della Forestal di Villa d’Ogna insieme al fratello e padre di due figli, Mattia Baronchellisi era trasferito a Parre: a dare l’allarme un ciclista. Vana la corsa in ospedale, dove è spirato. I funerali martedì 16 giugno.
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Stava lavorando in un terreno di proprietà della famiglia a Villa d’Ogna, tagliava l’erba, decespugliava rive, sempre al lavoro il «gigante buono» Mattia Baronchelli: 40 anni, era da solo sabato primo pomeriggio quando si è accasciato a terra, all’improvviso. A notarlo riverso nel verde del terreno in zona San Lorenzo, un ciclista di passaggio che ha allertato il 112 numero unico delle emergenze, cercando di prestare i primi soccorsi all’uomo insieme ad altre persone che si sono fatte vicine al punto in cui Baronchelli si era sentito male.
I soccorsi inviati da Areu (Azienda regionale emergenza urgenza) sono arrivati tempestivamente, e hanno trasportato il 40enne all’ospedale di Piario già in gravissime condizioni: l’uomo si è spento in serata, i familiari hanno acconsentito al prelievo delle cornee, l’ultimo dono di Mattia che tutti conoscevano come, appunto, un «gigante buono», sempre pronto a dare una mano con la competenza e i mezzi della sua azienda. Con uno dei fratelli, Massimo, gestiva l’impresa boschiva «Forestal», che ha sede proprio nella zona di San Lorenzo a Villa d’Ogna dove Mattia stava lavorando.
Con la compagna Elisabetta e i due figli - una bimba di nove anni e un bimbo di sei - viveva a Parre, ma era rimasto legatissimo a Villa d’Ogna dove abitano ancora i genitori - mamma Matilde e papà Guerino - oltre ai nonni, e dove Massimo, che vive a Vertova, è titolare anche di un noto locale, il bar Pensilina, che prende il nome proprio dalla sua collocazione vicino alla fermata degli autobus.
L’artigiano, che aveva anche un altro fratello Angelo e la sorella Simona, era conosciutissimo in tutta l’Alta Valle Seriana, per via del lavoro della «Forestal» che si occupa di manutenzione del patrimonio boschivo. In più, era sempre pronto a dare una mano se succedeva qualche incidente o se c’era da aiutare qualcuno in zone raggiungibili solo con mezzi e macchinari della sua impresa. «Era infaticabile, e non aveva mai avuto particolari problemi di salute, sempre pronto a dare una mano, un gigante buono» racconta Alberto Cadisco, medico al Papa Giovanni XXIII e cognato di Mattia.
L’ultimo suo dono, le cornee: dal «San Gerardo» di Monza un’équipe specializzata ha raggiunto l’ospedale «Locatelli» di Piario per eseguire il prelievo.
Lunedì alle 18 è in programma una veglia di preghiera nella Cappella del suffragio di Villa d’Ogna, accanto alla parrocchiale dove martedì 16 giugno alle 14.30 saranno celebrati i funerali.
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